Capitan Consonni suona la carica «Dobbiamo fare la partita perfetta»


GROSSETO. C'è qualcuno che meglio di Luigi Consonni, capitano del Grosseto, da quattro stagioni in biancorosso, 127 presenze con la maglia unionista, può descrivere le emozioni e le sensazioni della squadra alla vigilia di un altro appuntamento storico? No. E così, ottenuta la licenza del presidente Piero Camilli, ecco in esclusiva le parole del 32enne regista di Seregno, che con il suo sinistro ha accompagnato il Grifone dalla C1 alla soglia della serie A. Il Professore parla di sé e dei suoi compagni; del gol che ancora gli manca e dei brividi che gli ha regalato il popolo del Carlo Zecchini domenica scorsa; del Livorno e dei mister avuti in campionato; dei sogni e delle certezze.
Capitano, che aria si respira?
«Sicuramente buona. Anzi ottima. Sappiamo che abbiamo un piccolo vantaggio. Rispetto alla vigilia, sapevamo che una delle due partite dovevamo vincerla per forza. E adesso ne siamo usciti con due gol di vantaggio. Sicuramente abbiamo fatto un bel passo avanti. Però sappiamo che ci attende una partita difficilissima, perché anche se il Livorno non ha fatto una grande partita qua, ha dei giocatori che possono risolvere il match da un momento all'altro. Dobbiamo fare la partita perfetta per 95-100'. Fisicamente la squadra sta bene. Noi dovremo concedere il meno possibile ma non per questo dovremo rinunciare ad attaccare: perché se ci chiudiamo nella nostra area, prima o poi il gol ce lo fanno. Hanno dei giocatori che su punizione o su tiro da lontano possono fare gol».
Il Grosseto non aveva mai segnato così tanto come in questa stagione: tanti gol e tanti goleador. Manca solo Consonni...
«Nello spogliatoio su questo si scherza. Manchiamo solo io e Porchia. E Caparco e Polito! A parte scherzi: se quest'anno non dovessi fare gol, non ci sarebbero problemi. Basta che andiamo su. Sì, io ho certe caratteristiche, anche se ultimamente gioco un po' più dietro quando sono con Nicolas (Cordova) che ha fatto 8 gol: che ci provi lui! L'anno scorso ho fatto due gol, quello col Bologna fu decisivo per la salvezza. Se mi capita l'opportunità, ci proverò ma non è un cruccio. Abbiamo gente che i gol li sa fare: segnano tanti difensori, segnamo su punizione, sfruttiamo molto i calci piazzati. Non è un problema».
In campionato, la squadra più difficile da affrontare?
«Il Rimini. Ha giocatori dalle caratteristiche di velocità e profondità. Ci hanno messo in difficoltà sia all'andata che al ritorno. E comunque noi abbiamo giocato meglio con le grandi squadre che con le piccole. Trovi più motivazioni. Abbiamo "perso" punti a Treviso e Salerno, squadre che lottavano per non retrocedere. I playoff si fanno con le grandi e quindi...»
Il giocatore avversario più bravo con il quale Consonni si è confrontato?
«Barreto del Bari. Mi ha impressionato tutto il Bari come livello di gioco, singoli, convinzioni, potenzialità. Barreto e Guberti hanno fanno un campionato strepitoso».
La squadra ha vissuto un periodo nero da Vicenza al ritorno del Gus. Perché?
«Penso che nell'arco di un campionato un calo ci possa essere. Sicuramente potrà esserci stato anche un calo fisico. E nel calo fisico abbiamo preso la batosta a Parma, poi c'è stato l'esonero del mister. Ma lo spogliatoio è stato sempre unito. Nel periodo del calciomercato, soprattutto, le voci...»
Hanno destabilizzato?
«No, destabilizzato no. Però magari c'erano giocatori che volevano giocare di più. E per essere accontentati sono stati fatti andare a giocare. Quando uno non gioca reclama, è naturale, anche se in teoria non sarebbe giusto. Problemi di altro genere non ce ne sono mai stati».
Cosa ha dato Gustinetti in più all'inizio della stagione?
«Una grande tranquillità, fiducia nei tuoi mezzi, tanta fiducia. All'inizio e poi quando è tornato. E a noi, soprattutto quando è tornato, ci mancava quello. Anche se il periodo con Ezio Rossi ci è servito tantissimo, perché si è lavorato bene anche con lui. Purtroppo è stato sfortunato nei risultati. Ma a livello tattico e a livello difensivo ci ha aiutato tanto: bisogna dar merito anche a lui».
E quando il Gus è tornato, lo avete trovato cambiato? A noi della stampa è sembrato diverso, più sicuro, forse anche più spavaldo...
«Lui è così. Quando è tornato è come se fosse stato il pimo giorno di ritiro. È normale che quando i risultati non arrivavano, anche lui fosse più teso. Si sa che quando è così paga sempre l'allenatore. Il presidente fa prima a mandar via il mister. Lui sentiva il momento, la tensione, anche se quando è stato mandato via eravamo dentro i playoff! Quando è tornato i ha trasmesso nuovamente tranquillità. Il gruppo è sempre stato unito e l'abbiamo dimostrato. Nonostante le contestazioni: mi sembra di rivivere la stagione della vittoria del campionato in C1».
Dal 13 maggio 2007 a Padova ai playoff per la A: Consonni ci pensava all'epoca di arrivare fino a qui?
«No. Ma per come eravamo partiti immaginavo di poter far bene. Era ipotizzabile un calo. Ma dopo la partita di Trieste è arrivata la svolta: quella vittoria e il mister ci hnno fatto capire che potevamo veramente giocarci qualcosa di importante se remavamo tutti dalla stessa parte. Così è stato e abbiamo raggiunto questo traguardo».
Max Allegri ha detto in un'intervista che Consonni sa fare tutto: cosa intendeva?
«Lui oltre a essere stato mio allenatore è anche un amico, ci conosciamo da 5-6 anni, da prima dei tempi della Spal. Mi ha portato qui a Grosseto, gli devo tanto. Lui aveva le mie stesse caratteristiche, quando giocava: centrale, regista. Penso che lui in me riveda se stesso quando giocava. E forse itnendeva più a livello tattico: io gol non ne faccio, forse chi li fa ha un valore un più».
Ai tifosi Luigi Consonni dice che...
«Che domenica sono stati meravigliosi. Non si è mai visto in una partita di campionato tanta gente così. Noi siamo entrati un'ora e mezzo prima della partita a vedere il terreno di gioco ed è stata un'emozione indescrivibile. Speriamo che ci possa essere un'altra partita in casa. Sì, durante l'anno ci sono un po' di alti e bassi. Ti rimangono in mente certe situazioni, le contestazioni. Ma arrivati a un certo punto penso si debba mettere da parte tutto perché un risultato importante è stato raggiunto. Ci hanno sempre incitato e sostenuto. Penso che possano essere soddisfatti loro, ma anche noi per come ci stanno sostenendo in questo finale di torneo».

Pierluigi Sposato