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Quei tecnici elettronici se la cavano con l'inglese

 PONTEDERA. Gli studenti della quinta Tien dell’“Antonio Pacinotti” diventano traduttori e stupiscono chiunque serbasse dei pregiudizi sugli istituti professionali. Sono quindici, ed entro la fine dell’anno diventeranno tecnici elettronici. Per il momento varcano un importante traguardo entrando a far parte di Full circle magazine, rivista elettronica nata negli Usa, oggi diffusa a livello planetario, per la quale tradurranno dall’inglese articoli tecnici di divulgazione informatica. Buona parte dell’istituto si è radunata nella mattinata di ieri presso il Museo Piaggio per rendere onore al gruppo con un attestato di riconoscimento. «In tutte le scuole ci sono potenzialità intellettive che aspettano solo di essere stimolate - commenta entusiasta la preside del Pacinotti Lucia Orsini durante la cerimonia - il fatto di avere nel nostro istituto l’unica classe a livello nazionale inserita in un progetto di simili dimensioni ci rende orgogliosi».  Già, perché in tutta Italia, nessun giovane era stato finora coinvolto alla redazione del periodico. «Full circle magazine - spiega il professor Francesco Scionti, che ha seguito i ragazzi e ha fatto sì che partecipassero alla selezione - è un mensile edito in inglese e tradotto in tutte le lingue. Gli argomenti degli articoli gravitano attorno al software libero e alle potenzialità di questa tecnologia, che permette di non dipendere dai grandi marchi, come nel caso Windows».  Per raggiungere un simile risultato i ragazzi del Pacinotti hanno dovuto faticare: «Ci hanno sottoposto a due prove - racconta Jacopo Aldi, 18enne che presto entrerà a far parte del team italiano di Full Magazine - entrambe consistevano nella traduzione dall’inglese di articoli molto tecnici». Si è trattato dunque di unire una capacità linguistica alla competenza nella materia. Alla consegna degli attestati hanno partecipato anche due esponenti del gruppo italiano, Paolo Sammicheli e Dario Cavedon, giunti appositamente da Siena per tenere due brevi lezioni sull’argomento: i ragazzi hanno assistito con partecipazione. «Dovunque tu vada - spiega Davide Falaschi con il suo attestato di merito stretto in mano - troverai sempre un computer in mezzo». «Ormai sono una realtà imprescindibile - gli fa eco il compagno Jacopo - se vuoi lavorare devi avere padronanza: più ne hai, maggiori sono le possibilità d’impiego». E adesso si guarda al futuro. I ragazzi saranno considerati a pieno titolo collaboratori ufficiali finché lo vorranno. «Ci auguriamo di trarre importanti lezioni da questa esperienza». Scionti conclude: «all’inizio del prossimo anno scolastico prevediamo di coinvolgere nuove classi nel progetto per la divulgazione del software libero, con l’obbiettivo di raggiungere nuovi e importanti traguardi». F. B.