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BNavi: si allunga la cassa integrazione nell’azienda che fa capo a Bogazzi

 CARRARA. Continua lo stato di crisi alla BNavi, la ditta di ship management che fa capo all’armatore Enrico Bogazzi. Si va avanti con la cassa integrazione. O meglio la cassa integrazione a rotazione per i 21 dipendenti che hanno iniziato questo percorso alla fine dello scorso gennaio, sarà prolungata fino al 25 maggio. Altre due settimane. E allo studio è la possibilità di accedere a una cassa integrazione straordinaria, della durata di un anno, che dovrebbe coinvolgere 10 dipendenti. Insomma una fumata nera per quel che riguarda la ripresa di un settore, quello del trasporto marittimo, che sta vivendo una delle sue più grandi crisi. E i segnali di ripresa, come hanno confermato i rappresentanti della BNavi, per ora sono ancora lontani.
 Il punto sulla BNavi è stato fatto ieri, al tavolo provinciale convocato dall’assessore al lavoro Raffaelle Parrini e al quale hanno partecipato i sindacati del settore e i rappresentanti dell’azienda (questa volta Enrico Bogazzi però non c’era).
 «L’azienda ha confermato lo stato di crisi - spiega l’assessore Parrini - è stato quindi deciso di prolungare la cassa integrazione che riguarda ad oggi 21 dipendenti fino al 25 maggio. Poi sono allo studio varie ipotesi, fra queste quella di una cassa straordinaria per 12 mesi che potrebbe riguardare dai 9 a i dieci lavoratori».
 All’incontro erano presenti sindacati (Francesco Bertanelli della Fit, Guerrino Baldi della Fit Cisl e Rolando Belleè della Uil trasporti) che non hanno nascosta la preoccupazione per il futuro dei lavoratori dell’azienda. «La paura è che la cassa straordinaria diventi anticamera del licenziamento - dice Bertanelli - ma al momento si tratta di un’ipotesi e abbiamo già in calendario un nuovo incontro con l’azienda e l’assessore Parrini».
 Intanto il percorso di cassa integrazione continua e segnali di ripresa al momento non se ne vedono.
 Alla BNavi tutto era partito con una procedura di mobilità, poi ritirata dall’azienda grazie alla battaglia del sindacato. Si era arrivati quindi alla cassa integrazione ma con qualche perplessità da parte dei confederali. Per i quali la cassa integrazione doveva essere fatta a rotazione per non diventare anticamera dei licenziamenti in nome di una ristrutturazione aziendale.
 Ma alla BNavi continuerà ad essere spalmata solo su 21 dei 48 dipendenti che fanno parte dell’organico attuale dell’azienda. E nove dipendenti la faranno ancora per intero.
 Con lo spettro, per il futuro, di una cassa a 12 mesi.
A.V.

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