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Via Quarantola, il traffico non è in tilt

 In relazione all’articolo comparso sul vostro giornale dal titolo “Via Quarantola chiusa - San Giusto in tilt” desidero dire la mia in quanto residente da oltre 20 anni in tale strada: meno male che circa 30 anni fa i cittadini di via Quarantola scelsero di non fare il sottopassaggio carrabile, in quanto avevano capito che quest’ultimo sarebbe, inevitabilmente, divenuto la scorciatoia, passando da via Quarantola, per raggiungere l’aeroporto e la Fi-Pi-Li, trasformando tale strada in una “seconda via Cesare Battisti”.
 Forse il signor Vivaldi non è mai transitato in via Quarantola, altrimenti avrebbe notato che tale strada è stretta, senza marciapiedi e attraversa un quartiere altamente popolare.
 Il sottoscritto, che vive in questa strada, non è mai stato coinvolto nella raccolta delle firme della petizione, nominata nell’articolo, per la riapertura di via Quarantola. Forse perché il sottoscritto fa parte della stragrande maggioranza dei residenti che è soddisfatto della nuova “tranquillità” che si è ottenuta dopo tanto movimento di camion e auto che sfrecciavano prima della chiusura delle sbarre del passaggio a livello.
 Grazie alla realizzazione del sottopassaggio pedonale che, in realtà dovrebbe essere utilizzabile anche dalle biciclette, gli abitanti del nostro quartiere e non solo, in pochi minuti si trovano sia in stazione che al centro della città.
 Ripeto che il quartiere di San Giusto ha diversi problemi di viabilità, ma non è certo via Quarantola che crea i problemi che si sostengono nell’articolo anche perché ogni città ha anche le sue strade a fondo chiuso e non per questo i suoi residenti si debbono sentire “in galera”.
Mauro Falchi