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Varianti, le ragioni di Rifondazione comunista

 EMPOLI. Rifondazione comunista, dopo le dimissioni del suo assessore Claudio Bicchielli chiarisce i punti «oggettivamente irricevibili» sulle varianti. «In primo luogo la variante fa venire meno il ruolo programmatorio del pubblico - spiega Mario Cammilli, segretario del Prc - noi avevamo chiesto un censimento dei possibili interventi in tal senso, ma nessuno ci ha saputo (o voluto) rispondere, con la conseguenza che il Pd ha votato uno strumento il cui impatto sul territorio è del tutto imprevedibile (e ciò evidentemente ha anche a che fare con la programmazione dei servizi a rete, delle infrastrutture viarie e quindi del traffico)». «In secondo luogo si valorizzano con un colpo di bacchetta magica - spiega - quegli immobili, legati a pochi grandi proprietari, che si trovano in territorio agricolo subito fuori dalla città; e ciò evidentemente rappresenta un trasferimento di ricchezza verso una sicura rendita immobiliare. Noi vorremmo invece che, come suggerito anche dallo studio commissionato dal Circondario al consorzio Aster di Milano (indirizzo disatteso da questa variante, ovvero dai committenti dello studio medesimo), chi ha dei capitali li investa in attività produttive capaci di creare posti di lavoro, e non nella rendita fondiaria. Per questi motivi che sono divenuti anche oggetto di trattativa programmatica (e quindi di rottura col Pd) il Partito della Rifondazione Comunista ha votato, mercoledì sera, contro la variante».

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