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Petizione contro i nomadi alloggiati a Madonna dell’Acqua



 SAN GIULIANO. Depositata in municipio a San Giuliano una petizione popolare con 218 firme di cittadini la cui maggioranza abita nella zona di Madonna dell’Acqua. Protestano contro i rom, si sono presentati al protocollo del Comune accompagnati dal candidato sindaco della lista “Cittadini e Territorio”, Virgilio Luvisotti.
 Torna così centrale il caso dei nomadi nonostante l’impegno profuso dal sindaco Paolo Panattoni durante e dopo che i rom avevano occupato abusivamente l’ex scuola di Ghezzano. La soluzione temporanea, si è parlato al massimo tre mesi, di alloggiare i nomadi nell’ostello di Madonna dell’Acqua sta sollevando adesso proteste e polemiche. I cittadini dicono che non ce la fanno più a vivere la situazione che si è determinata. Ciò è avvenuto «con l’allontanamento delle famiglie rom in assenza di reali soluzioni che contemplino il rispetto della legalità e della giustizia».
 «La legalità, il diritto alla proprietà e il diritto alla sicurezza sono ancora una volta messe in discussione - si legge nella petizione popolare -. C’è chi attende la casa popolare da anni, chi vive con mille difficoltà del proprio lavoro, ma senza sussidi pubblici e senza interventi delle amministrazioni comunali, e rispetta la legge. Vogliamo giustizia».
 La considerazione finale: «L’emergenza dell’occupazione abusiva, preceduta da una situazione già di illegalità dato che le famiglie provenivano da un campo abusivo, è stata solo spostata da Ghezzano a Madonna dell’Acqua, con l’aggravante che adesso è la collettività a sostenerne i costi».
 E dire che pareva avviata la soluzione del problema, dopo che l’ex asilo di Ghezzano era stato lasciato. I rom occuparono la scuola dismessa di Ghezzano alcune settimane fa, dopo un nubifragio che aveva allagato il campo dove vivevano. La vicenda andò avanti tra mille polemiche con la Lega che organizzò sit-in di protesta, mentre movimenti e associazioni della sinistra radicale si schierarono dalla parte dei nomadi.
 La vicenda ha dimostrato come la convivenza tra pisani e rom diventi giorno dopo giorno sempre più problematica. A creare tensione sono in particolare le baraccopoli abusive che - oltre a rappresentare un fenomeno difficile da controllare - costituiscono anche un elemento di rischio per i loro abitanti. Proprio nelle ultime settimane due dei numerosi campi rom abusivi della città sono stati investiti prima dalla furia del nubifragio, poi dalle fiamme. Episodi che, oltre a riportare alla ribalta della cronaca il problema dell’integrazione, mettono in luce quanto queste baraccopoli possano rivelarsi trappole mortali.