La balena nel museo di Leonardo

SPICCHIO. Chi avrebbe mai immaginato che un intero scheletro fossile di un cetaceo, arenatosi lì qualche milione di anni fa, si celasse sotto le argille della cava di Spicchio? Probabilmente Leonardo Da Vinci. Era qui che Leonardo conduceva spesso le sue indagini sui fossili, era qui che restava ore e ore in estatica osservazione delle conchiglie che andava ritrovando, era qui che pensava di aver trovato la ragione dell'origine del mondo. Ora, 5 secoli dopo le sue incursioni archeologiche, scopriamo che oltre ai tanti fossili di piccole o medie dimensioni potrebbe essere riportato alla luce uno scheletro di balena.
Per ora sono tornati in superficie i primi resti fossili di un grande mammifero marino che Menotti Mazzini, direttore scientifico del museo del gruppo Avis Mineralogia Paleontologia di Scandicci (Gamps), ha stabilito appartenere al cranio e alla parte mandibolare di un misticete, balena che al posto dei denti possedeva placche cornee chiamate fanoni.
L'intervento di recupero delle ossa è stato effettuato dalla Soprintendenza per i beni archeologici per la Toscana in collaborazione con l'associazione Gamps, e i ricercatori che hanno effettuato la straordinaria scoperta sono Luca Berti e Simone Casati del gruppo scandiccese. Le prime tracce sono affiorate grazie al distacco di un blocco di sedimento avvenuto in seguito alle abbondanti precipitazioni atmosferiche degli ultimi giorni, e risalgono al periodo pliocenico, circa tre milioni di anni fa. Si dovranno attendere i risultati dei saggi specifici di scavo, ma immerso fra le argille della secolare cava, potrebbe celarsi davvero l'intero enorme scheletro fossile del cetaceo.
«Si tratta di un luogo pericoloso - ha affermato la responsabile di zona della Soprintendenza archeologica per la Toscana Lorella Alderighi - ed è necessario non far avvicinare nessuno alla parete argillosa. Il ritrovamento è avvenuto in alto, su un'area soggetta a frane, molto rischiosa anche per il necessario consolidamento. Abbiamo installato apparecchiature di sorveglianza. Va ricordato che chi asportasse oggetti che appartengono a tutti gli effetti di legge allo stato, come questi fossili, incorrerebbe in una denuncia».
Previsto, nei prossimi giorni, uno scavo d'urgenza, onde evitare danni e saccheggi di materiale fossile. La Soprintendenza ha affidato le operazioni di recupero al personale del museo paleontologico di Scandicci, autorizzato su tutto il territorio regionale per scavi di questa natura fin dal 2004. Il museo, attraverso il "Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci" sarà in grado di garantire lo scavo, il restauro dello scheletro e la successiva musealizzazione, come è accaduto per ritrovamenti analoghi avvenuti un po' in tutta la Toscana.
Il Gamps balzò alla ribalta delle cronache mondiali nel 1998, quando alcuni studiosi scoprirono a Castelfiorentino il cetaceo fossile più completo mai scoperto in Europa. Il fossile di cetaceo fu presentato al pubblico nel 2002 attirando studiosi da Olanda, Belgio e Usa. Nel febbraio 2007, il Gruppo Paleontologico di Scandicci tornò a far parlare di sé grazie alla scoperta della balenottera pliocenica nelle campagne senesi di Montalcino. Poi, nel maggio 2007, la scoperta di un nuovo balenide nei sedimenti pliocenici di Allerona Scalo.
Con tutta probabilità anche la balena di Spicchio arriverà nei locali scandiccesi, ma il sindaco di Vinci Dario Parrini lancia una proposta diversa, anche se a lunga scadenza. «La scoperta - ha detto - deve poter divenire un'occasione di valorizzazione del territorio. Se, nei locali che presto restaureremo delle antiche cantine Masetti di proprietà comunale, riusciremo ad allestire la sezione paleontologica del Museo Leonardiano dedicata ai fossili di Leonardo, la balena potrebbe essere ospitata anche a Vinci, nella sua collocazione naturale».
Paolo Santini