L'importanza di avere un Carrus nel motore

EMPOLI. La risposta del gruppo, la ritrovata verve realizzativa di Pozzi, i tocchi geniali di Lodi e, come dice il presidente Corsi, gli stimoli forti arrivati dalla tifoseria. La vittoria contro il Sassuolo, insomma, ha tanti padri. O, se preferite, tanti motivi scatenanti. Fra questi, però, vanno considerati anche le prove dei singoli. E in particolare di chi, anche nel momento più difficile, si è sforzato di dare ordine e continuità alla manovra. Come il solito Tosto, come uno degli ultimi arrivati. Già, proprio come Davide Carrus. Ovvero il giocatore che, arrivato a fine gennaio, ha preso in mano le chiavi del gioco dell'Empoli. E che, ritrovato il ritmo partita dopo i mesi trascorsi in tribuna a Bologna, potrebbe rappresentare l'autentico uomo in più nelle ultime 10 partite.
O, perlomeno, ci sono almeno tre indizi per sperarlo.
Il primo è dettato dalle caratteristiche del giocatore. Carrus, infatti, è un regista classico. Di quelli che imposta la manovra e da i ritmi, cioè, ma soprattutto di quelli che vuole sempre essere nel vivo del gioco. Lo si è visto anche con il Sassuolo. E in un momento in cui la palla "scotta" fra i piedi a molti azzurri questo aspetto rappresenta un vantaggio considerevole.
Il secondo, invece, riguarda chi a Carrus ruota attorno. Nel senso che, da quanco c'è lui, gli altri centrocampisti hanno meno responsabilità in fase di impostazione e, alla lunga, riescono ad esprimere meglio le loro qualità. Basti pensare a cosa è successo a Marianini e Moro quando hanno avuto la possibilità di avere un regista al fianco. Uno a cui scaricare il pallone appena riconquistato, cioé, per proporsi magari in avanti con un inserimento deciso.
Il terzo e ultimo aspetto, infine, riguarda le versatilità di Carrus che potrebbe risultare già molto utile ad Ancona. Con la mediana in emergenza, infatti, il direttore d'orchestra potrebbe lasciare la bacchetta a Musacci per avanzare sulla trequarti - il ruolo d'inizio carriera - o per agire da mediano sinistro. Una posizione che ha ricoperto spesso quando giocava nel Bari e che gli ha permesso anche di realizzare diversi gol in B.