02 marzo 2009 —
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Grosseto
GROSSETO. Oggi Salvatore Calabretta lascia ufficialmente il timone dellAsl 9. La voce - peraltro mai troppo smentita dal diretto interessato - circolava da tempo, ora arriva la conferma. Questa mattina il direttore generale dellAzienda sanitaria sarà a Firenze, per consegnare nelle mani dellassessore regionale Enrico Rossi le sue dimissioni. Dimissioni che, anticipa lo stesso Rossi, verrranno accolte. Perché laddio di Calabretta non è legato a ragioni politiche o amministrative, bensì allumano desiderio - dopo tre anni vissuti in Maremma - di riavvicinarsi alla famiglia a Roma.
«Non posso impedire - spiega infatti lassessore Rossi - che una persona scelga di stare vicino alla famiglia. Calabretta ha lavorato bene e mi dispiace perderlo».
Il manager dellAsl 9, dunque, se ne va. Ma chi sarà chiamato a sostituirlo nel delicatissimo incarico, tra laltro in una fase tanto importante nella quale lAsl sta avviando grandi opere come il raddoppio dellospedale di Grosseto?
«Per la sostituzione - dice Rossi - cercheremo di fare il prima possibile. Ma a Calabretta chiederò di restare finché non ci sarà il nuovo nome. Ne parlerò anche con lassessore alla sanità della Regione Lazio».
Del Lazio, perché è quella Regione che - con delibera di giunta - a quanto pare ha già affidato, venerdì scorso, un prestigioso incarico a Calabretta.
Le ipotesi in campo, per limmediato futuro, sono due. La prima: se Calabretta accetta di restare fino alla nomina del suo erede, la Regione si adopererà per scegliere il sostituto in tempi brevissimi. Chi? Di certo, fa sapere Rossi, non lattuale direttore generale di Siena, come qualcuno aveva ipotizzato. La seconda, invece, qualora Calabretta volesse lasciare subito, è di affidare una reggenza temporanea (almeno fino alle elezioni di giugno) al direttore sanitario, Cristina Buriani.
E.G.