«Se non cambia qualcosa dovremo chiudere»

CASCINA.Sognavano un lavoro sicuro e invece si sono trovate con un negozio di fiori che lavora ben al di sotto delle sue potenzialità. Angelica e Cristina Rizzo, 28 e 33 anni, di Palaia, sono sempre più decise a sostenere la battaglia per la riapertura alle auto, anche parziale, di corso Matteotti. Lo hanno detto durante l'incontro che si è svolto, l'altra sera, con il sindaco e con l'assessore alle attività produttive. E lo ripetono quando si tratta di affrontare il destino di quello che i cascinesi considerano il "salotto buono", l'anima del capoluogo, con arredi rinnovati e spazio per la desolazione. «Il corso è bello quanto inutile - comincia Angelica che, con la sorella, è titolare del negozio di fiori "Idea Verde", situato a due passi dal municipio - potremmo farci uno slogan... Noi siamo subentrate in questo negozio tre anni fa, dopo nove mesi il corso è stato chiuso alle auto. Da quel momento è stata una tragedia. Abbiamo perso tutti i clienti di passaggio, pensare che queste attività debbano andare avanti solo con i cascinesi mi sembra un'idea assurda». La negoziante spiega cosa è cambiato anche dal punto di vista del lavoro. «Piante grandi non ne vendiamo quasi più - racconta - abbiamo scritto un cartello per informare i clienti che facciamo consegne a domicilio. Ma non è più come prima, quando uno poteva fermarsi anche pochi minuti e caricare sull'auto una pianta».
Angelica non intende nascondere le sue perplessità rispetto a quanto affermato dall'assessore alle attività produttive. «Ci rimprovera di non fare iniziative - spiega la negoziante - ma se non ce la facciamo ad andare avanti, come possiamo investire in feste o manifestazioni. I soldi incassati ci servono per compare il pane». Neppure l'idea del referendum la convince più di tanto. «I residenti lo vogliono chiuso, è chiaro - aggiunge - ma quando il Comune lo ha chiuso non ha pensato ai commercianti, è a fare una consultazione. E poi sul corso alle 17 scatta il coprifuoco, aprirlo servirebbe anche a monitorare certe situazioni. A dicembre, in pieno giorno, abbiamo subito un furto. Quattrocento euro di incasso sono sparite e qui davanti, vi assicuro, non c'è bella gente, c'è da avere paura la sera e nel pomeriggio. Sinceramente non è così che immaginavo il mio futuro quando ho rilevato questo negozio. Se non riapriranno il corso, anche solo alcuni giorni alla settimana, penso che saremmo costretti a chiudere». Pontedera e Pisa un corso pedonale ce l'hanno. «Sì, ma sono altre realtà - aggiunge - qui se non ci fanno respirare anche con un'apertura parziale presto il deserto aumenterà. Senza contare che non ci sono parcheggi e che l'area del Tettora è nel degrado. Il Comune dovrebbe prevedere alcuni posti per la sosta sul corso. Sarebbe un modo per venirci incontro senza troncarci le gambe».
S. C.