A Livorno diluvia: acqua e gol a catinelle


MANTOVA. L'ultimo acquisto di Spinelli si chiama Pluvio, come il dio della pioggia. Ha debuttato a Mantova giocando 90 minuti filati ed è stato travolgente: 5 gol. Venerdì a Livorno si era allenato talmente bene che ieri Pluvio si è scatenato per altri 90 minuti: 3 reti, ma potevano essere almeno il doppio. Che facciamo, prepariamo gli elicotteri con l'acqua in vista della primavera?
Micidiale.Strepitoso il Livorno. Stavolta c'ha messo meno di mezz'ora per dare l'estrema unzione al Piacenza. Sembrava di rivedere il secondo tempo di Mantova: due-tre passaggi e spuntavano almeno due uomini davanti al portiere avversario. Forse Spinelli a fine partita se un po' fatto prendere la mano dicendo che Acori è meglio di Mourinho, ma è indubbio che questo Livorno gioca a memoria, diverte e colpisce. I numeri parlano chiaro: 10 tiri in porta, 10 tiri fuori dallo specchio, 7 angoli e 1 palo. Secondo voi attacca il Livorno?
Il Piacenza è durato una decina di minuti, il tempo di prendere anche il secondo gol. Troppo netta la superiorità del Livorno che in questo momento ha anche una condizione fisica eccellente.
La rinuncia.Il Piacenza ha provato a fermare il Livorno con l'arma dei deboli: chiudersi. Solo così si può spiegare la scelta di rinunciare inizialmente a Graffiedi per un 3-5-1-1 con Nainngolan (centrocampista) alle spalle di Moscardelli. Dispositivo che ha resistito meno di un bambino sott'acqua. Al primo assalto il Livorno era già in vantaggio sulla solita asse Diamanti-Tavano: cross del primo, tiro al volo del secondo.
La pausa.Qui il Livorno ha avuto un piccolo break, di una decina di minuti. Ha perso qualche metro, ha subito un po' la pressione di Moscardelli e compagni. Pressione molto più soft di quella a Mantova dopo l'1-0, ma resta il fatto che De Lucia ha lasciato il suo timbro.
La carica.Poi gli amaranto sono esplosi. Miccia accesa da Diamanti che sembrava un topo-matto, tutti gli altri a gettare benzina sopra. Prima il gol su calcio d'angolo di Diamantino (secondo stagionale su corner, il primo fu segnato ad Ancona, e allora non è un caso...), poi un azione fantastica di Candreva che ha messo sui piedi di Rossini il pallone del 3-0. Diluvio di acqua e di gol.
Pensando al Pisa.La partita è finita qui. Pioli ha provato a gettare dentro la punta Ferraro ridisegnando un 4-4-2 un po' più offensivo, ma ormai la frittata era già stata servita sul piatto.
E anche quando Moscardelli ha avuto dal dischetto la chance di accorciare le distanze (rigore dubbio, era il 2' della ripresa), ci ha pensato il solito De Lucia con un gran volo.
Così l'ultima mezzora è stata giocata al risparmio, anche perché ormai più che all'Ardenza sembrava di essere all'Acquafan di Riccione. L'imperativo a quel punto era evitare cartellini o infortuni in vista del derby di Pisa. Venti chilometri da percorrere sul pullman targato "capolista".

Alessandro Bernini