IL CENTROCAMPISTA

EMPOLI.Questione di ambizioni. Di aspirazioni. Sono quelle che accomunano Davide Carrus all'Empoli e che hanno convinto velocemente il centrocampista sardo a scegliere di dire sì agli azzurri.
Eppure per prenderlo c'era la fila: alla porta del Bologna aveva bussato mezza serie B. «Ma quando è arrivato l'Empoli - racconta Carrus - ho accettato senza esitazioni. Arrivo in una società seria, organizzata, trovo una squadra competitiva. Non potevo chiedere di meglio. Come se non bastasse, poi, torno in Toscana (dopo l'esperienza di Firenze, ndr) dove mi sono trovato benissimo».
Ci sono le premesse, insomma, per cancellare 6 mesi un po' così. «A Bologna si era creata una situazione particolare - continua - non avevo spazio, non l'ho mai avuto. Avevo voglia di rimettermi in gioco, di sentirmi integrato in un progetto e l'Empoli mi ha dato questa possibilità. So di arrivare in un gruppo forte, che ha valori importanti, e che dovrò sudare tanto per ritagliarmi uno spazio. Ma era proprio quello che cercavo».
Carrus, comunque, oltre alla voglia porta in dote una buona dose di esperienza. Della B è una sorta di specialista e l'ultimo torneo cadetto l'ha vinto proprio col Bologna. «In effetti - sottolinea - mi è capitato spesso, in carriera, di giocare in B. Non so spiegarmi neanch'io perché non sia riuscito ad affermarmi anche in A, ma ora conto poco. L'importante, cioè, è riprovarci con l'Empoli».
L'altro ieri, intanto, ha visto gli azzurri superare il Vicenza. «Non ho mai giocato con nessuno dei nuovi compagni - rivela - ma ovviamente li conosco tutti. E' un buon gruppo, ripeto, e non ho la pretesa di pensare al posto garantito. Vengo a giocarmela, insomma, e a provare a portare il mio contributo».
Che dovrebbe essere di fosforo e sostanza. Nato rifinitore nelle giovanili del Cagliari, infatti, Carrus (che compirà 30 anni il prossimo 19 marzo) ha progressivamente arretrato il suo raggio d'azione diventando un centrocampista puro. «Nel Bari - ricorda - giocavo interno in una linea a 3. Un ruolo che mi permetteva di inserirmi frequentemente in avanti e di segnare qualche gol. Nelle ultime stagioni, poi, sono stato quasi sempre impiegato davanti alla difesa, come organizzatore di gioco».
Quantità e qualità, insomma, anche se Carrus preferisce non soffermarsi troppo sulle sue doti. «Ora l'importante - ribadisce - è mettersi al lavoro e inserirsi il prima possibile nella nuova realtà. Intanto abbiamo in comune la voglia di risalire in fretta». Questione di ambizioni, appunto.
David Biuzzi