400 abitanti in ginocchio

RETIGNANO.Per trenta ore sono stati senza corrente elettrica, con l'impossibilità di adoperare il riscaldamento, la luce e l'acqua calda. Gli abitanti di Retignano nei giorni scorsi hanno vissuto un inatteso e indesiderato ritorno all'antico, quando il fuoco del camino era l'unica soluzione per rischiarare l'abitazione e per cuocere i pasti. E se la prendono con l'Enel che, a detta loro, non avrebbe fatto il massimo per risolvere la situazione, costringendoli ad affrontare disagi ancor più acuiti dal pessimo clima di questo periodo, con le piogge e il gelo che sferzano l'Alta Versilia. Saverio Bellanca, uno degli abitanti della frazione, racconta il loro calvario. «Domenica sera è andata via la corrente, verso le 20. Abbiamo subito chiamato l'Enel perché venisse a ripristinare il servizio e sono arrivati i tecnici con i camion. Dalle 3,30 fino alle 7,30 del mattino ha funzionato, poi di nuovo blackout fino a mezzanotte». Bellanca spiega come sono andate le cose. «Enel con i suoi uomini ha portato alcuni generatori. Il primo non funzionava, il secondo è stato attivato ma si è esaurito il carburante nel motore: com'è possibile che accada? Dubito che nelle loro auto non mettano la benzina, ma sul lavoro non sono altrettanto attenti. C'è stata negligenza e lo abbiamo capito quando un ragazzo del paese ha riattivato il generatore, riparando tra l'altro un guasto e rendendosi conto che mancava anche l'olio: in pratica rischiava di fondersi». Ma non è finita qui. «Siamo quattrocento abitanti a Retignano e i disagi sono stati molti. Il circolo è rimasto praticamente chiuso, la bottega di alimentari non ha lavorato. In più, vicino a casa mia abita un signore anziano che non riesce a camminare: ha dovuto dormire in cucina, su una branda, dato che il montascale che ha in casa non funziona senza elettricità». Passata la notte, i problemi sono rimasti. «I tecnici non hanno lavorato con dovizia: basti pensare che hanno parcheggiato i loro camion in mezzo alla strada, in un punto che ha bloccato l'ingresso al paese. Io stesso ho dovuto portare mia figlia a scuola in quanto lo scuolabus, che paghiamo, non riusciva ad arrivare». Sotto processo, quindi, Enel e i suoi uomini. «La gente è scesa in piazza per lamentarsi, ma non è cambiato niente. Paghiamo 200 euro al mese per la corrente elettrica e ci portano dei generatori che non funzionano?».
S.T.