Doppio ex di un calcio d'altri tempi

PALERMO.«Se a certi livelli c'è il Siena...». Sa come prendersi l'applauso Graziano Landoni. Specialmente a Grosseto. Cita i rivalissimi e allarga le sfide di campanile al massimo alla vigilia del derbissimo di sabato allo Zecchini contro il Pisa. Lui doppio ex con tanto di grande scippo consumato lungo i centocinquanta chilometri che dividono le due città.
«All'epoca un allenatore comandava davvero. Mica come adesso. Così quando andai ad allenare il Pisa dal Grosseto presi Schiaretta, Cappanera, Zanotti e Piccoli. Poi pure il mio pupillo Di Prete».
Vive a Palermo, ha quasi 70 anni e tutti i giorni lavora nelle sue concessionarie di auto usate. «Ma il calcio lo seguo ancora. Qui si vive in un'altra dimensione. Per dieci anni ho abitato a Marina di Grosseto: da qui tutto un altro mondo».
Ha lasciato il segno a Grosseto «dove nel 1973 dalla Quarta Serie salimmo in C» e a Pisa «dove ho allenato due stagioni (75 e 76) sotto la presidenza di Luigi Rota: il primo anno fui esonerato e presero Piaceri, ma la stagione successiva fui ripreso».
Classe 1939, un passato da giocatore in serie A con Lazio, Atalanta e Palermo, una carriera da allenatore che ha toccato i vertici in B con Arezzo e Palermo, Landoni ha speso gran parte della sua vita in Toscana allenando anche nelle categorie minori. «Successe anche a Grosseto nei primi Anni 90. Ma erano stagioni di grande fatica. Quello che non scorderò mai è la promozione del 72-73. Arrivavo dal Sorrento, facevo allenatore-giocatore. I torelli avevano Barbana e Salvori una corrazzata per la categoria. Fu in quel campionato che vidi all'opera Di Prete con la maglia del Poggibonsi e l'anno dopo lo portai a Grosseto. Rimasi anche in C. E poi dopo un anno all'Arezzo passai al Pisa».
Ricorda Landoni: «Approdai sulla panca dei nerazzurri l'anno dopo la cessione di Marco Tardelli. Ricordo stagioni di grandi battaglie e due salvezze strappate coi denti. Anni difficili, quelli prima dell'era Anconetani». Col pallone ha girato l'Italia.
«Grosseto, però, mi è rimasta dentro. Per tanti anni è stata la mia città d'adozione - rammenta - il punto di riferimento quando ancora allenavo. Che adesso sia in serie B e abbia comandato anche la classifica qualche settimana fa non la ritengo una cosa fuori dal mondo. Io però sono ancora fiero della mia promozione di inizio anni '70. Quello fu un vero e proprio avvenimento. E poi è ovvio che nella vita tutto è fatto per migliorare come adesso ha fatto il presidente Camilli uno che nel calcio si sta muovendo davvero bene. Primo o poi il Siena verrà raggiunto, si tornerà a vedere uno di quei derby che da voi so ancora che agitano le passioni al pari di Livorno-Pisa che ho vissuto da protagonista».
Sarà per questo che prende con le pinzette di precisione anche la sfida di sabato prossimo allo Zecchini. «Il pronostico per una partita come Grosseto-Pisa di sabato prossimo non si fa, mai - dice Landoni - Non porta bene a nessuno. Meglio astenersi anche perché penso che sia veramente una partita da tripla. E comunque me la cavo con un banalissimo vinca il migliore, anche se la partita è tutt'altro che banale».
Andrea Cordovani