Torna Graziano Mannari, ma nel calcetto

PISA.L'ex nerazzurro Graziano Mannari, all'età di 39 anni torna a giocare ma lo fa nel calcetto. Ha infatti scelto il Codif Cecina, squadra che milita in serie D nello stesso girone degli Ospedalieri. Vanta 165 presenze e 16 i gol tra i professionisti. Nel Pisa 8 presenze nella serie B 92-93. Carriera la sua molto sfortunata, tormentata da numerosi e fastidiosi infortuni che lo hanno costretto a smettere a 27 anni: ultime apparizioni nella stagione 99-00 nell'Eccellenza laziale.
Mannari balzò agli onori della cronaca nel 1987: era lui, "Lupetto", il protagonista del primo famoso spot contro la violenza nel calcio, nel quale disinnescava sul verde prato di San Siro un pallone bomba. "Quello spot - ricorda Mannari - lo volle a tutti i costi il presidente Berlusconi per dare un segnale forte. Fui scelto tra tutti i ragazzi della Primavera dal momento che non avevo ancora esordito in prima squadra. Ero andato via da casa a undici anni ed ho fatto tutta la trafila nelle giovanili rossonere".
In quel Milan di mostri sacri riuscisti comunque a trovare il tuo spazio...
"Ho un ricordo meraviglioso di quegli anni, mi trovai bene con tutti i grandi campioni. Gente come Gullit e Van Basten non mi hanno mai messo in difficoltà, anzi erano sempre pronti a darmi consigli importanti". Molti ricordano Mannari per il gol segnato al Real Madrid nell'estate del 1988 con la maglia del Milan. Finì 3-0 per i rossoneri, lui segnò il 2-0 partendo da centrocampo e bevendosi tutta la difesa delle merengues: fece ammutolire il Bernabeu.
Qual è il tuo palmares con i rossoneri?
"Ho vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Supercoppa italiana. Però ho un grande rammarico. Tre giorni dopo la mia prima presenza in serie A in allenamento mi ruppi tibia e perone, persi un anno".
Qualche anno dopo ti troviamo in maglia nerazzurra, cosa ti porti dentro dell'esperienza di Pisa?
"A Pisa mi sono trovato benissimo, giocavo bene ma purtroppo non segnai nemmeno un gol. Mister Montefusco mi schierava da mezza punta dietro Scarafoni. Ma a novembre Romeo ingaggiò Vieri e per risparmiare il mio ingaggio volle a tutti i costi cedermi. Personalmente però mi trovai bene con il presidente. Era una brava persona, forse un po' troppo pressante. Nonostante abitassi a Livorno, volle in tutti i modi farmi vivere a Pisa. Inoltre me e altri scapoli ci teneva sotto controllo obbligandoci a mangiare in sede".
S.M.