il Tirreno — 06 dicembre 2008
pagina 06
sezione: PISA
PISA. Nellaula III della Sapienza, si è svolta unaffollata assemblea di docenti e ricercatori alla fine della quale è stata votata allunanimità una mozione in cui si chiede al Senato Accademico di non applicare la norma del prepensionamento a quei ricercatori che hanno maturato 40 anni di contributi. In caso contrario, lassemblea «si riserva di decidere tutte le necessarie forme di protesta, compresa lastensione da tutte le attività didattiche non previste dalla legge». Lassemblea dei docenti dellateneo pisano è stata indetta dai sindacati e dalle associazioni della docenza. Nel dibattito scaturito, è stata denunciata «la decisione del consiglio di amministrazione, senza preventiva informazione, di inserire nel bilancio 2009 la previsione del prepensionamento forzoso dei ricercatori in base allart. 72, comma 11, della legge 133/08». Ai ricercatori facciamo notare che, in base a quanto sostiene il rettore Marco Pasquali, il prepensionamento non peserà neanche un euro sul bilancio poiché la manovra è stata scorporata dalla previsione di bilancio 2009. Unaffermazione che viene contestata dai ricercatori i quali fanno riferimento alla relazione introduttiva al bilancio di previsione 2009. Ed ecco il passaggio: «A seguito di delibera del Consiglio di Amministrazione n. 170 del 30/07/2008 lUniversità di Pisa, ai sensi del comma 11 dellart. 72 della legge 133/08, non procederà allaccoglimento delle domande finalizzate al mantenimento in servizio per i due anni successivi al raggiungimento dei limiti per il collocamento a riposo sia per il personale docente che per quello tecnico amministrativo. Per gli anni 2009 e 2010 si risolverà, con preavviso di sei mesi, il rapporto di lavoro del personale tecnico amministrativo che avrà maturato lanzianità massima contributiva di 40 anni al 31/12/2008 o che la maturerà successivamente. Nei termini previsti dalla citata delibera, lUniversità di Pisa risolverà, con preavviso di sei mesi, il rapporto di lavoro con i ricercatori e gli assistenti universitari del ruolo ad esaurimento che avranno maturato lanzianità massima contributiva di 40 anni al 31/12/2008 o che la matureranno successivamente». In base a questultimo passaggio, i ricercatori sostengono che la pensione anticipata è una manovra inserita nel bilancio e che sarà conteggiata. Inoltre, lassemblea dei docenti sostiene che «il consiglio di amministrazione non ha le prerogative statutarie per valutare le esigenze dellattività didattica e di ricerca dellateneo né di definirne le politiche di sviluppo». Pertanto, nella mozione si ribadisce che è il Senato Accademico a esercitare queste prerogative. Per questo motivo, lassemblea «invita il Senato Accademico a riesaminare la questione del prepensionamento forzoso dei ricercatori, tenendo conto che con levolversi della legislazione universitaria e con il loro coinvolgimento di fatto nellofferta didattica di tutte le facoltà, vanno considerati alla pari dei professori di ruolo. Del resto in tali termini si sono pronunciati in altre occasioni sia il rettore che gli organi accademici». Per tutti questi motivi, è stato chiesto al Senato di non applicare larticolo 72 della legge 133. Giovanni Parlato