La sinistra piange Giovanni Bruschi

LIVORNO. Era difficile essere livornesi e non conoscere Giovanni Bruschi. I più anziani lo avranno incrociato durante gli anni della sua attività politica e sindacale, i più giovani hanno avuto modo di incontrarlo nel periodo in cui è stato presidente provinciale dell'Avis e, ancora più recentemente, impegnato nel Cesvot, il Centro servizi del volontariato, un mondo che i giovani in città frequentano con sempre maggiore passione.
Giovanni Bruschi è morto ieri pomeriggio, fulminato da un infarto. Aveva compiuto 76 anni, molti dei quali spesi per i diritti dei cittadini.
Pensionato, ex dipendente dell'Enel, attivo nel sindacato, la Cgil di categoria, era un fiero militante del Partito comunista, eletto più volte nel Comitato federale. Dette vita, da segretario della sezione «Centro» del Pci, al Centro culturale Marrazzo all'associazione Alice. In quegli anni, vi fu anche l'esperienza di «Radio Alice», emittente radiofonica locale legata al Pci.
Sciolto il Partito comunista, Giovanni decise di aderire a Rifondazione comunista. Fra i fondatori del partito, assai legato alla figura di Edda Fagni, Bruschi ottenne, per il prestigio di cui godeva e la rettitudine cristallina che lo contraddistingueva, l'incarico di tesoriere di una forza politica che stava nascendo, in mezzo a mille difficoltà, anche e soprattutto di carattere economico.
La sua attenzione al mondo del volontariato non è cosa recente. Negli anni '90 è stato presidente provinciale dell'Avis, l'associazione dei donatori di sangue, alla quale ha dedicato grande impegno.
I funerali di Giovanni Bruschi, curati dal servizio funebre della Svs, si svolgeranno oggi, alle 16, partendo dalla sua abitazione di via dei Lanzi. La salma sarà portata al cimitero dei Lupi dove sarà tenuta una breve cerimonia nella sala del commiato, prima della cremazione.
lu.dem.