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Ricercatori, la pensione può attendere


 PISA. Il Senato Accademico ha approvato il bilancio di previsione 2009 come deciso dal consiglio d’amministrazione. E i ricercatori-senior, prossimi ai 40 anni di contributi, non saranno pensionati in anticipo. La loro condizione resta in una sorta di limbo. Sarà ancora una volta il Senato Accademico, l’organo politico dell’ateneo, a decidere sul loro futuro.
 Il rettore Marco Pasquali ha informato il Senato sull’eventuale pre-pensionamento dei ricercatori discusso nell’ultimo consiglio d’amministrazione. «Si tratta di una linea da seguire - ha spiegato il rettore al Tirreno - di contenimento della spesa pluriennale. Non c’è un solo euro del risparmio previsto da questi prepensionamenti che inciderà sul bilancio». Proprio per questo motivo, per il fatto che il caso dei prepensionamenti dei ricercatori è scorporato dal bilancio, ha dato modo al Senato Accademico di votare favorevolmente. Tuttavia, ci sono stati tre voti contrari (i tre rappresentanti degli studenti - due di Sinistra Per e uno dei Collettivi) e tre astenuti (espressi dall’area di Lettere).
 È stato anche calcolato quanti sarebbero i prepensionamenti: 30 nel 2009; 31 nel 2010; 14 nel 2011 e 6 nel 2012.
 Il rettore Pasquali ha anche affermato che «il nostro obbiettivo è scendere sotto la soglia del 90% e affrontare il ricambio generazionale. Il piano normativo è in continua evoluzione, al momento è un terreno mobile dove mutano i vari punti legislativi». Quindi, ha aggiunto: «Noi vorremmo aprire al reclutamento dei precari della ricerca, ma tutto questo va fatto all’interno dei vincoli posti dalla linea del 90%».
 La settimana era già cominciata lunedì con l’assemblea dei ricercatori alla facoltà d’Ingegneria. L’assemblea si è espressa contro il prepensionamento e ha chiesto al cda di ritirare la decisione. I motivi per cui i ricercatori chiedono il ritiro sono diversi. Innanzitutto, «per la palese invalidità della seduta del Cda che lo avrebbe approvato, ma anche per la illegittimità, ai sensi dello statuto, essendo stato assunto non dall’organo di indirizzo dell’ateneo, il Senato».
 E la seduta del Senato di ieri accoglie, in parte, quanto da loro sostenuto: spetta all’organo politico dell’ateneo decidere se scoccherà l’ora del prepensionamento o meno per ricercatori e assistenti con contributi di 40 anni.
- Giovanni Parlato