Gamberetti fluorescenti: analisi dell'Asl e controlli sui documenti

VIAREGGIO.Una notte al fresco (nel senso di frigorifero, quello della nostra redazione), l'ennesima verifica a luci spente e, dopo una telefonata al laboratorio Asl, consegna dei "reperti" direttamente nelle mani della dottoressa Ida Aragona, responsabile dell'azienda per la Sanità Pubblica: i vassoi di "insalata gustosa" acquistati all'Esselunga di Viareggio fra sabato e domenica, e che in due casi su tre hanno rivelato un suggestivo effetto fluorescente prodotto dai gamberetti, ora sono in lista per tutti gli esami del caso.
Alle 12 siamo a Pietrasanta, all'ingresso del padiglione Sanità Pubblica Veterinaria. Alla dottoressa Ida Aragona affidiamo il "corpo del reato". E parlando con lei scopriamo che l'Asl si è messa all'opera, controllando i documenti di trasporto dei crostacei e consultando i database alla ricerca di fenomeni simili e, soprattutto, inviando una squadra di tecnici al supermercato di via Aurelia per raccogliere un campione del prodotto incriminato.
Di "insalate gustose", però, all'arrivo dell'Asl non ce n'erano più nel banco frigo. «Posso dire fin d'ora - afferma Ida Aragona - che non c'è correlazione fra pericolosità e fosforescenza: in laboratorio abbiamo trovato un'ampia letteratura scientifica sul fenomeno, provocato da batteri che vivono nell'acqua di mare, ma trattandosi di un prodotto da consumare tale e quale, senza ulteriori passaggi di cottura, eseguiremo tutte le analisi di ricerca per eventuali agenti patogeni».
Da parte sua, l'Esselunga spiega: «La fluorescenza al buio di alcuni prodotti ittici è un fenomeno naturale di tipo episodico, ben conosciuto da un punto di vista scientifico e assolutamente innocuo per il consumatore. La causa è la presenza, nelle acque di pesca, di uno dei diversi batteri che hanno la caratteristica specifica della fluorescenza: difatti, può essere riscontrato esclusivamente in esemplari pescati, ma non in prodotti allevati. La presenza di questi batteri non dipende dal livello di inquinamento delle acque, ma è legato alla estrema variabilità del mondo acquatico naturale; si tratta di batteri non patogeni, che non sono quindi causa di intossicazione alimentare».