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E alla Liburnia 50 posti sono a rischio

 LIVORNO. Cinquanta posti di lavoro in meno alla Liburnia Servizi, l’azienda di vigilanza privata di via Varese che ha avviato le procedure di mobilità per i dipendenti che, secondo l’azienda, sarebbero in esubero. Immediata la risposta dei sindacati che hanno contestato i dati aziendali, tanto che i vertici dell’istituto hanno accettato di fare una verifica su questi numeri che saranno al centro di un incontro tra azienda e sindacati in programma per il prossimo 25 novembre.
 La pesante situazione occupazionale, coinvolgerebbe quasi la metà dei dipendenti dell’istituto di vigilanza, che dopo la profonda ristrutturazione seguita alla perdita del contratto con l’Eni di Stagno, attualmente impiega 112 persone. Tutto sarebbe legato, secondo l’azienda, a costi eccessivi del lavoro. In particolare l’azienda, controllata dal “Corpo dei vigili giurati” di Firenze, la maggiore impresa di vigilanza privata toscana, contesta il fatto che alcuni dipendenti avrebbero livelli contrattuali troppo alti rispetto alle mansioni svolte. Una posizione contrastata vivacemente dai sindacati confederali. In particolare Antonio Maglione, segretario della Fisascat-Cisl, ha sottolineato con forza come questi siano livelli che i lavoratori si sono guadagnati in tanti anni di attività per l’istituto di vigilianza privata.
 Maglione conferma comunque che la vertenza con l’azienda si basa sopratutto sul lato economico, visto che attualmente il lavoro non manca, tanto che i didpendenti sono chiamati regolarmente a svolgere ore di straordinario.
 Sta di fatto che però la Liburnia ha avviato la procedura di mobilità per 50 dipendenti, e che i sindacati si sono subito mossi per contestare la decisione aziendale. In particolare i rappresentanti dei lavoratori hanno invitato l’azienda a ricontrollare i dati per i quali è arrivata a fissare in cinquanta unità il numero degli esuberi. Una richiesta che è stata accolta e il cui risultato verrà illustrato ai sindacati nell’incontro tra le parti fissato per il prossimo 25 novembre.
 Sul risultato che potrebbe emergere dal summit con l’azienda Maglione non si sbilancia in previsioni, ma spiega che «certamente non ha intenzione di subire in modo passivo dei licenziamenti».