Azimut Benetti pagò 50,6 milioni per comprare il Cantiere

LIVORNO.Era il 17 aprile 2003 quando Azimut Benetti conquistò il Cantiere Orlando di Livorno, superando la proposta che era stata avanzata dal gruppo Mastagni. Dopo il sostanziale ok a Azimut dell'assemblea dei creditori, in sintonia con la scelta dell'allora amministratore straordinario del Cnfo Angelo Rosi, ecco che quel pomeriggio di aprile di cinque anni fa, l'assemblea informale dei soci delle coop del Cantiere (allargata ai dipendenti ed ai pensionati, che però non votarono) dette il proprio assenso alla vendita della fabbrica al colosso mondiale nel campo delle costruzioni di megayacht.
La firma del preliminare di acquisito arrivò poi il 14 giugno dello stesso anno, mentre il contratto definitivo fu firmato il successivo primo dicembre: 50,6 milioni di euro il prezzo pagato da Paolo Vitelli. Nel frattempo - il 14 ottobre 2003 - era arrivato il via libera al progetto di trasformazione e di riqualificazione urbana delle aree non industriali circostanti il Cantiere Navale Fratelli Orlando e il porto mediceo: il piano attuativo della Porta a mare fu approvato dal consiglio comunale insieme al piano particolareggiato delle aree per le attività limitrofe alla Porta a mare.
Le aree edificabili ammontavano a 70.800 metri quadrati, e furono acquisite dalla Stu Porta a mare: Azimut Benetti aveva la maggioranza delle quote societarie, mentre l'altro socio - il Comune - aveva portato in dote i soldi del patto territoriale destinati alla riqualificazione di piazza Mazzini.
Contesualmente Azimut Benetti perfezionò il passaggio in tutte le concessioni demaniali che erano state rilasciate al Cantiere Navale Fratelli Orlando. Quindi non solo i bacini, ma tutte le aree demaniali della fabbrica. Ovviamente alle stesse condizioni che erano state concesse alla coperativa: concessione che pertanto prevedeva il vincolo della facoltà di utilizzo dei bacini anche da parte delle impresse dell'indotto. Comprese le aziende di riparazione associate a Confindustria, Cna e Api.
Poi è storia recente: nel luglio 2007 Vitelli ha ceduto l'80% delle aree a Igd per circa 50 milioni di euro, e insieme all'immobiliare delle coop rosse ha costituito la società Porta Medicea che è il soggetto attuatore dell'intervento: un'operazione, la Porta a mare, il cui valore finale è stato calcolato in 200-230 milioni di euro.