29 ottobre 2008 —
pagina 08
sezione: Livorno
LIVORNO. Dai 3 Ponti al Ponte di Brooklyn, da Villa Fabbricotti a Central Park, da Viale Italia alla Quinta Avenue. Di corsa, e che corsa: la Maratona di New York, 42 chilometri tra taxi gialli e grattacieli, scoiattoli e tombini fumanti. E soprattutto in mezzo a due ali di folla che urlano, applaudono e fanno il tifo per le migliaia di concorrenti. Sono dieci e del gruppo fa parte anche un sacerdote (don Gabriele Bezzi), 8 maschi e due femmine, i livornesi che domenica prossima dovranno vedersela con la corsa più kolossal del mondo e che in questi giorni, soprattutto tra oggi e domani, si imbarcano alla conquista della Grande Mela.
Il volo è quello diretto da Pisa per N.Y., in valigia hanno stivato calzoncini e scarpette. Con loro anche una schiera di amici e parenti che promettono grida di sostegno, bandiere e striscioni anche questi già stivati in valigia. Il pettorale invece lo ritireranno sul posto, durante una cerimonia che contiua ad emozionare anche chi ormai della manifestazione è un veterano. Come Piero Picchi, 39 anni, alla sua quinta maratona newyorkese che lo scorso anno ha firmato con un bel tempo, 3 ore e 7 minuti, il suo record personale, il miglior tempo di tutto il gruppo livornese del 2007, «e speriamo questanno di fare ancora meglio, ma in questo caso è davvero calzante il detto limportante è partecipare perché al di là del risultato, che per un atleta comunque è importante, la sensazione che dà partecipare a questo evento è indescrivibile». Un evento-mito che un po per tutti e dieci i partecipanti livornesi ha rappresentato per anni un po un miraggio, poi una meta da raggiungere, infine un traguardo. Piero Picchi (nipote del grande Armando), pilota del porto, per esempio per la maratona ha cambiato vita. Fumava 40 sigarette al giorno, pesava cento chili «e portavo pure i capelli rasta...».
Da non crederci a vederlo ora, fisico tirato, faccia da bravo ragazzo. Con lui, dal ponte Da Verrazzano tra Staten Island e Brookyn, fino a Manhattan e poi per Central Park, ci sarà anche il compagno di tante maratone Marino Biancotti, 42 anni, pilota del porto anche lui. Marino, che tra laltro fa parte dellassociaizone Podisti Livornesi, è un altro che va forte, e infatti ogni volta con Piero è un testa a testa, una simpatica sfida nella sfida che li diverte un mondo. «Perché magari parti con lidea di correre insieme ma poi quando sei lì sei concentrato solo su te stesso, sulle tue forze, senti solo tutta quella gente intorno che grida. Una sensazione bellissima. New York ti entra nel sangue, corerre lì è unemozione unica, ed è per questo che ogni anno ci torniamo». E prima di New York? «Ero uno sportivo, la maratona di New York la sognavo ma mi sembrava così lontana. Poi incontrai Piero, a correre. Mi raccontò che aveva smesso di fumare, stava dimagrendo e andava a New York... Mi ha convinto e dopo qualche mese sono partito con lui». Il gruppo piano piano si è allargato. E si è aggregato due anni fa Riccardo Niccolai, 42 anni, titolare di una ditta di impianti elettrici, cognato di Marino. «Era un sogno che avevo da tempo, quando ho compiuto 40 anni mia moglie mi ha regalato questo viaggio e questa partecipazione, un regalo meraviglioso e linizio di unavventura». Regalo di compleanno, traguardo per i 50 anni, anche la maratona che correrà Marco Botteghi, su strada insieme alla moglie Katia Ciardi, 48 anni. Marco, che di lavoro fa lagente di commercio, qualche maratona lha già corsa «ma questa di New York è qualcosa di speciale, vedevo le immagini alla Tv e pensavo: prima o poi lo devo fare. Ecco, ora lo faccio». Nessuna maratona alle spalle invece per Katia, cosnulente del lavoro, che però ama le sfide «e non importa quanto tempo ci metto, mi affascina lidea di essere lì, a New York, protagonista di quellevento così importante». Botteghi, che si allena quattro volte la settimana, spera in un risultato sotto le 3 ore e 50, Katia potrebbe farcela in 5 ore e mezzo circa, «ma è tutto da vedere, New York non è un percorso facile».
E nella pattuglia cè anche il ballerino come si firma nel forum dei Podisti Livornesi. Andrea Marcacci, 40 anni, che con la moglie Sabrina gestisce Star Light Dance School, una scuola di danza sportiva e danze standard nella zona Picchianti. Balla da quando aveva 7 anni e anche s e questa è la sua prima maratona è un tipo parecchio allenato. «Sono davvero emozionato - dice -. Sono sei mesi che mi preparo, il mio obiettivo? Sotto le tre ore e mezzo...».
Infine una super coppia, o meglio super è lei, Manuela Isolani, 50 anni, che di maratone che ha fatte tantissime e che ha fatto persino il Passatore, cento chilometri dal tramonto allalba, una prova durissima. Con Manuela, dipendente del Catasto, corerrà anche il marito Giusto DellUlivo, 48 anni, che lavora in unagenzia marittima.
Per tutti e 10 i maratoneti livornesi, dai più forti ai meno attrezzati, cè soprattutto la voglia di esserci, al di là dei record personali. Ed esserci è possibile per tutti: perché per partecipare alla maratona di New York non bisogna essere né atleti di provata esperienza né superare qualche provino. Ci si iscrive, si paga una quanto che si aggira sulle poche centinaia di euro, e si parte. Correre? È bello, ma chi non ce la fa alla fine cammina, impiega nove ore per arrivare al traguardo e alla fine è felice lo stesso. Perché ha conquistato Manhattan a piedi.
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Cristiana Grasso