MASSA. I segnali negativi per leconomia apuana non arrivano soltanto dalla metalmeccanica, con la chiusura annunciata della Eaton (e le situazioni preoccupanti della Ica di Pallerone e, in prospettiva di Nca). Anche un altro settore trainante appare in difficoltà: il turismo. Difficolatà annunciate e già sentite dagli operatori. Meno presenze e fatturati in calo per le strutture ricettive della nostra zona, soprattutto nellextralberghiero.
Insomma, dicono i rilevamenti statistici, questanno sul nostro litorale sono arrivati meno turisti e chi ha scelto di trascorrere le vacanze dalle nostre parti si è trattenuto per pochi giorni.
In netto calo soprattutto le presenze nei campeggi e negli ostelli. Strutture più semplici ed economiche, ma in grado di portare sulla nostra costa migliaia di turisti ogni anno.
I dati ufficiali sono ancora in fase di elaborazione a cura della Provincia, ma i primi numeri già circolano e certificano che il calo cè stato. E si tratta di numeri a due cifre.
Secondo quei dati, la diminuzione delle presenze nei mesi estivi, rispetto allo scorso anno, sfiorerebbe il 20%. In calo non solo gli arrivi, ma anche le presenze: meno turisti, quindi, e tempi di permanenza più brevi rispetto al passato.
La crisi si è abbattutta sullintero comparto, ma gli alberghi, a quanto pare, sono riusciti a reggere il colpo e a salvare il fatturato, nonostante le difficoltà.
Non è andata malissimo neanche per i balneari che, rispetto agli altri operatori del settore, lavorano anche con clienti stagionali. Massesi, ma anche pratesi e fiorentini con la seconda casa dalle nostre parti, nonostante la recessione, non hanno rinunciato a sdraio e ombrellone. Certo sulla spiaggia si sono tenuti stretti il portafoglio e hanno speso meno rispetto agli anni scorsi.
«Non possiamo lamentarci - commenta Roberto Aliboni - presidente del Consorzio Riviera Apuana - siamo riusciti a garantire il fatturato, ma faticando». Insomma, sono finiti i tempi doro e per salvare i guadagni i titolari di stabilimenti hanno dovuto lavorare duro, tenere aperto i bagni più a lungo, organizzare feste e serate.
«Certo, anche noi verifichiamo un calo delle presenze - aggiunge Aliboni -, ma grazie agli aficionados abbiamo sbarcato il lunario. È vero, però, che chi viene al mare si porta il cestino della merenda e spende poco. Magari si prende un caffè, ma niente di più».
Non è andata malissimo quindi per gli albergatori e i balneari. Ad accusare il colpo, dunque, sarebbero stati soprattutto i campeggi e gli ostelli. Eppure Lorenzo Schiaffino, proprietario dal grande ostello Turimar e del campeggio Italia, insieme oltre mille posti letto, ha unaltra idea della situazione. «A quanto pare - commenta - a qualcuno fa comodo mettere in difficoltà lextra- alberghiero, convincere che si tratti di un settore in crisi».
Per limprenditore «lunico dato serio riguarda la qualità del cliente». Agli ostelli, parola di Schiaffino, sarebbero approdate famiglie della classe media «che chiedono camere doppie o quadruple e non vogliono alloggiare negli stanzoni da 8 letti, insieme a sconosciuti».
E proprio questo cambiamento nel segno della qualità avrebbe contribuito al dato negativo delle presenze e alla percezione della crisi.
Lassessore provinciale al Turismo Sara Vatteroni, rimanda i commenti alla pubblicazione dei dati ufficiali (in programma domani), ma sulle difficoltà del settore extralberghiero, commenta: «Dobbiamo fare chiarezza, scorporare le varie voci per capire in quale preciso ambito potrebbero esserci stati segni di crisi. Una cosa è certa, quel settore fa i grandi numeri e quindi basta un lieve cedimento per avere la percezione del netto calo».
Lassessore non nega che ci siano segnali di crisi, ma la «flessione è generale, dobbiamo verificare se la situazione provinciale si discosta dalla media e quindi agire di conseguenza. Dobbiamo fare i conti con unazienda (la Eaton ndr.) che sta chiudendo, il turismo è una voce importante delleconomia locale, non facciamo inutili allarmismi».
Chiara Sillicani