Organizzazione ed entusiasmo negli anni d'oro del Porta Elisa


LUCCA. Organizzazione, programmazione, entusiasmo. La Polisportiva Porta Elisa negli anni Settanta era ritenuta, a torto o a ragione, una società modello per i giovani. Quelle maglie arancioni che ricordavano la grande Olanda di Johan Cruyff - ma in realtà il colore ben si abbinava alla zona dell'Arancio dove sorgeva l'impianto sportivo - erano ambite da tanti ragazzi. Perché i dirigenti erano generosi e ti sapevano conquistare.
LE ORIGINI.Negli anni Cinquanta esisteva già l'Us Porta Elisa che aveva la sede in viale Castracani nell'allora bar Sempione - con dirigenti l'ingegner Lazzerini e Oreste Fenili - e ingaggiava incandescenti duelli sportivi con formazioni come Pantera, Edera e Vigor.
Ma quella della Polisportiva Porta Elisa è un'altra storia. È il 27 luglio 1970 quando al primo piano della canonica del parroco dell'Arancio, don Michele Guidotti, si svolge un'affollata riunione. Vi partecipano noti e facoltosi imprenditori, commercianti, bancari. Tutti accumunati da un'unica passione: lo sport e in particolare il calcio.
IL CAMPO NON C'È PIU'I soldi non sono un problema. Ci si autotassa per garantire alla società una cifra mensile. Dieci, venti, cinquantamila lire. Per acquistare borse, tute, maglie, palloni. Ma soprattutto per venire in possesso di un terreno dove costruire il campo da gioco. Sorgerà alla fine del 1970 in via Dante Alighieri. Un impianto all'avanguardia dotato di recinzione e box in lamiera per gli spogliatoi dove ci sono anche le docce e l'acqua ogni tanto è calda. «Ma d'inverno si battevano i denti dal freddo» ricorda ridendo Maurizio Giuliani, oggi responsabile di una cartotecnica, ieri il libero degli orange. Quella sulla via Romana è una zona agricola. Tanti terreni incolti. Vengono scelti quelli di Antonio Banducci e Giovanni Romanini. Nessuno s'immagina che una decina d'anni dopo l'area diventerà edificabile. Sorgeranno aziende, appartamenti e abitazioni e verrà stravolta la viabilità. Là dove c'era il manto erboso oggi c'è la ditta Martinelli. Ma il progresso non può cancellare la memoria di centinaia e centinaia di persone che contribuirono a realizzare un sogno. Dal primo presidente Lorenzino Vannucchi al dottor Costantino Carli, per decenni apprezzato medico della Lucchese Calcio, dall'amministratore Elio Giorgi, allora funzionario della Cassa di Risparmio ed ex calciatore della Lucchese negli anni Cinquanta, passando per Spartaco Peri, Paolo Piancastelli, Pietro Moretti, Angelo Fanucchi, Angelino Giusti, Mirio Mei, Giulio Bartoli, Pietro Martinelli, Salvatore Quilici, Gino Martini, Leopoldo Biagetti, sino all'avvocato Franco Ravenni, il geometra Satti, Lombardi, Bernicchi, l'industriale cartario Pasquale Tronchetti. Sono gli stessi fondatori che lavorano per sistemare il campo. Rasano l'erba, segnano le linee, tolgono i sassi, fissano i pali delle porte, realizzano gli allacci elettrici ed idraulici. Lo fanno nei ritagli di tempo, a costo di sacrifici personali per quel «bene comune» oggi ormai un lontano ricordo soppiantato dallo sfrenato egocentrismo. Lo fanno per i figli e i loro amici, per le generazioni future, per trovare momenti di aggregazione in una società che sta cambiando.
«Vorrei rimarcare - dice Elio Giorgi, per i primi anni amministratore della Polisportiva - che oggi nella zona di Porta Elisa non c'è più un campo sportivo e tantomeno un parco giochi per far divertire i nostri giovani. Non sarebbe male se nella stanza dei bottoni qualcuno si ricordasse di come si giocava a pallone 40 anni fa e costruisse qualcosa per i ragazzi di domani».
I PRIMI SUCCESSILa Polisportiva Porta Elisa s'iscrive al campionato Csi. E va subito in testa. 4-0 al Picciorana, 2-0 alla Sanyo, 5-0 al Lappato. Le squadre Allievi e Juniores sono dirette da tecnici in gamba: Peri, Frangioni, Bianchi e Giorgi. La prima formazione? Banducci, Tani (oggi dirigente comunale), Antonelli, Giuliani, Fioravanti, Ghilardi, Nottoli, Cucco, Peri, Cavalletti e Giuseppe Mei. C'erano poi i validi Gazzi, Cupido, Marchetti e Carmignani. Il bomber era il centravanti Peri, figlio del tecnico Spartaco, che segnò sei reti in tre partite e venne inseguito a lungo dal Pisa. Ma alla fine un errore causato da un doppio tesseramento di un ragazzo che militava nelle giovanili della Lucchese toglie al Porta Elisa la soddisfazione di vincere il campionato Allievi dopo aver battuto sul campo il San Leonardo. Gli orange si piazzano al secondo posto nel trofeo Gabrielleschi del 1972 e l'anno dopo si aggiudicano la Coppa Giovanni Clocchiatti riservata agli Allievi e intitolata all'indimenticato calciatore, e per un breve periodo allenatore, della Lucchese. Si gioca in notturna (ore 22,30) in uno stadio comunale stracolmo di gente. Vince il Porta Elisa: 4-0 sulla Folgore Segromigno. Segnano Santoni, oggi dipendente Telecom, Giannini, Passaglia e Rugani. Alle dipendenze del tecnico Giorgio Pesi scendono in campo Pinochi, Bianchi, Antoni, Rugani, Mangiantini, Giuliani, Giannini, Santoni, Benedetti, Lupi, Passaglia. Ma di quell'annata si ricordano anche il portiere Lenzi, Lembi, Sabatti e Marchetti. E l'anno dopo si aggiungono Andreoni, Bianchi, figlio del tecnico Luciano, Del Pistoia, Sabò e Cagnacci.
OSSERVATI SPECIALIIl Porta Elisa diventa una realtà con quattro squadre (Giovanissimi, Allievi, Juniores, under 21) e gli osservatori di club prestigiosi iniziano a frequentare il campo di via Dante Alighieri. Per vedere Roberto Benedetti, classe 1957, originario di San Pietro a Vico, si muove Romolo Bizzotto, ex rossonero degli anni Cinquanta e capo osservatore della Juventus (per anni sarà il secondo di Trapattoni). Ma l'ala, coordinata nella corsa, forte in progressione e capace di tagli improvvisi verso il centro, alla fine resta in Lucchesia. La Lazio invece mette gli occhi addosso al terzino-mediano Marco Antoni, classe 1958, che sostenne un provino per gli allora campioni d'Italia guidati dal compianto Tommaso Maestrelli, pure ex rossonero degli anni Cinquanta. Ci sono poi Lupi detto «Lupino» e Del Pistoia che diventeranno degli autentici dominatori dei campionati giovanili. In quel periodo erano oltre un centinaio i ragazzini che tiravano calci ad un pallone nell'impianto sportivo del Porta Elisa. La società con l'avvento alla presidenza di Giulio Melecchi, anche lui ex rossonero degli anni Quaranta, diventa ambiziosa. E allarga i suoi orizzonti anche a ragazzi che provengono dalla Piana e dalla Media Valle. Il segretario factotum Bianchi è un ciclone e riesce a convincere in tutti i modi - anche lasciando qualche soldino nelle tasche di dirigenti e genitori - i giovani più interessanti. Ma nel momento del massimo sforzo l'improvvisa morte di Giulio Melecchi ridimensiona le ambizioni degli arancioni. Arriva l'imprenditore Biagini che poco dopo lascia per passare alla presidenza della Lucchese. Ma ormai la vecchia Polisportiva non c'è più.

Luca Tronchetti