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Il Senato accademico contro la legge 133

 PISA. Il Senato accademico ha approvato un documento contro i provvedimenti del governo sull’università. «La legge 133/2008 e le prime peggiorative notizie che giungono sui contenuti della prossima legge finanziaria - si legge nel testo - sollevano pesanti interrogativi sul futuro delle Università pubbliche, sommandosi alle ininterrotte riduzioni dell’investimento statale che hanno colpito l’Università a partire dal 2000. Il tutto, reso vieppiù precario a fronte dell’accollo da parte delle singole Università degli aumenti stipendiali e del non riconoscimento del tasso di inflazione nel computo dell’Ffo. La legge 133 ha introdotto inoltre un pesante blocco del turn-over del personale docente e tecnico-amministrativo e ulteriori tagli all’Ffo. Come superamento di questo grave stato di difficoltà, la legge 133 suggerisce la trasformazione delle Università in Fondazioni di diritto privato, snaturandone la vocazione pubblica».
 «Recentemente - prosegue il documento - la Crui ha proposto alcune linee di intervento ampiamente condivisibili anche per la loro connotazione propositiva. In particolare la richiesta che si ritorni al più presto sui contenuti della legge 133, “sia garantendo la copertura degli incrementi retributivi automatici del personale, sia rivedendo la misura e le modalità di applicazione del blocco del turn-over (che ha effetti particolarmente pesanti e distorcenti per i giovani)”».

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