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Parte “O’Scià” apre Paolo Belli chiude Fiorello

 LAMPEDUSA. Prenderà il via stasera con un momento autocelebrativo della sua breve ma intensa storia la sesta edizione di O’Scià. L’evento, ideato e organizzato da Claudio Baglioni con la Fondazione “’O’Scià” per invitare a riflettere sull’immigrazione, si terrà come di consueto a Lampedusa, fino a sabato. Si apre con Paolo Belli e si chiude con Fiorello. Stasera Belli e la sua orchestra ripercorreranno con Baglioni la storia di O’Scià con le immagini dei momenti più intensi ed emozionanti di questi primi cinque anni fatti di grandi incontri con circa 150 artisti italiani e stranieri. La seconda serata, domani, vedrà sul palco Baglioni nell’unico concerto dell’anno con la sua band, con le partecipazioni in video dei 50 protagonisti che sarebbero dovuti arrivare sul palco di O’Scià ma non lo hanno potuto a causa delle difficoltà organizzative della vigilia che avevano richiato di far saltare l’intero evento. Domani ci sarà anche un’occasione pomeridiana per riflettere sui temi al centro della manifestazione. Nella tavola rotonda, intitolata “Gli uomini della storia accanto”, si parlerà del fenomeno delle migrazioni e del valore dell’integrazione tra culture con, tra gli altri, Riccardo Noury (Amnesty International), Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa e Linosa, Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana, Boldrini dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Gianluigi Biagioni Gazzoli del World Islamic Call Society, e Claudio Baglioni, che sarà anche portatore di un messaggio della Comunità di S. Egidio.
 Gran finale sabato sera con Fiorello. Lo showman siciliano è legato a Baglioni da stima e amicizia. Nati entrambi il 16 maggio (del’51 Baglioni e del’60 Fiore), i due artisti hanno anche spento le candeline un paio di volte insieme negli studi di Radio Rai a via Asiago a Roma. Fiorello, che al momento non ha intenzione di riprendere “Viva Radio2” con Marco Baldini, arriverà a Lampedusa con la sua orchestra diretta dall’inseparabile maestro Enrico Cremonesi.