Barbara infrange i tabù nel rugby

PRATO. L'ultimo tabù che ha fatto cadere è stato quello relativo ad una finale per il tricolore. E' stata lei, Barbara Guastini, prima donna in Italia, ad arbitrare la finale scudetto 2008 fra Benetton Treviso e Riviera del Brenta. Di quale sport stiamo parlando? Del rugby ovviamente. Quella disciplina che quanto a donne è sempre stata fra le più restie ad accettarle. Fino a pochi anni fa le donne non erano ammesse nemmeno al terzo tempo al termine di un match internazionale.
Ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e la pratese Barbara Guastini ha avuto il merito di aver fatto crollare in Italia anche uno degli ultimi muri, almeno per quanto riguarda una finale scudetto al femminile. Una carriera fulminea quella di Guastini che ha cominciato a giocare a rugby a 14 anni quando frequentava l'Istituto Rodari ma che ad arbitrare invece ha iniziato solo cinque anni fa.
«Aver rotto questo tabù è stata una cosa incredibile - racconta Barbara Guastini - Sono stata intervistata per Sky e in diretta per una radio. Il giorno della finale c'era tanta gente sugli spalti oltre a fotografi e al ghota della Federugby. E' stata una bella esperienza. Sì, sono entrata negli annali del rugby e la cosa mi riempie di grande orgoglio».
Ma come ha conosciuto il rugby Barbara Guastini?«L'ho scoperto a scuola - dice - A quattordici anni, quando frequentavo il liceo psicopedagogico Rodari, il nostro preside Luigi Nespoli appassionato di rugby decise di creare una squadra femminile e io che amo tutti gli sport, soprattutto quelli più strani, ho deciso di provare e me ne sono innamorata subito».
Le piacciono tutti gli sport, cosa significa?
«Significa che ho il brevetto da bagnino, che pratico lo sci, il baseball, il tennis, la pallavolo, il pattinaggio e ho praticato la ginnastica artistica a livelli nazionali, ero terza ginnasta master, e in quest'ultima disciplina ho anche i brevetti di giudice arbitro e di insegnante. Guido una moto Kawasaki 500 e quindi mi piace anche la velocità. Ah, a proposito, la moto vorrei venderla per comprarne una di cilindra superiore... se qualcuno fosse interessato».
E perchè poi ha deciso per il rugby?
«Perchè, come dice il mio ex preside Nespoli, il rugby è lo sport di squadra per eccellenza e io ho imparato a conoscerlo giocando, prima di passare all'arbitraggio».
In quali squadre ha giocato?
«Ho cominciato in quella della scuola Rodari - dice Barbara Guastini - Ed abbiamo partecipato al campionato di serie A, la prima squadra toscana a fare un simile torneo. Poi c'è stato il Gispi Rugby Prato e quando questa squadra si è sciolta Riccardo Bonaccorsi, presidente degli arbitri di rugby toscani mi ha spinto a continuare facendo l'arbitro».
Giocare a rugby per una ragazza già è controcorrente, ma arbitrarlo addirittura.
«Sì, non è facile. C'è voluto un po' di tempo prima che mia madre venisse al campo a vedermi giocare. Ma adesso è una delle mie prime tifose - continua Guastini - Ed anche arbitrare mi è venuto facile. Certo, quando mi presento al campo e dico di essere l'arbitro, vedo sempre delle facce stralunate. Restano tutti senza parole, il fatto di dover essere arbitrati da una donna li spiazza, ma poi va tutto bene e in questi anni ho ricevuto tanti complimenti».
Cosa le dicono le persone che non praticano il rugby quando si trova a raccontare che è un arbitro di questa disciplina?
«Hai un sacco di coraggio, mi dicono. Ma solo perchè non conoscono il rugby oppure sono abituati a quello del Sei Nazioni che fa vedere ovviamente il top della pallaovale. Allora mi dicono, ma cosa ci fai lì in mezzo? Se li immaginano tutti grandi e grossi, ma non è così».
Quali sono le qualità che una donna deve avere per fare l'arbitro di rugby?
«Servono tanta pazienza, una buona visione di gioco, la conoscenza delle regole e la velocità perchè stare dietro agli uomini ovviamente per noi donne è più difficile».
Che lavoro fa?
«Lavoro da Decathlon, quindi in un ambiente a me congeniale visto che si trattano articoli sportivi. E poi i dirigenti sono bravi e mi permettono di svolgere l'attività di arbitro».