Anche l'olio Bertolli è diventato spagnolo

MILANO. Un altro marchio storico dell'olio italiano finisce in mani spagnole. L'olio Bertolli, già passato alla multinazionale anglo-olandese Unilever all'indomani della privatizzazione, è stato acquistato per 630 milioni di euro dal gruppo madrileno Sos Cuetara, cui fanno capo anche i marchi Sasso e Carapelli. Sos conquista in particolare la licenza d'uso mondiale del marchio Bertolli per L'olio e aceto balsamico, oltre ai marchi Maya, Dante, San Giorgio e alla fabbrica di Inveruno (Milano).
Si tratta di attività capaci insieme di generare nel 2007 un fatturato per oltre 380 milioni di euro, con un margine operativo lordo pro forma di 60 milioni. Unilever conserverà invece tutti gli altri prodotti a marchio Bertolli, come la margarina, i condimenti per la pasta e i cibi congelati. Gli spagnoli considerano l'acquisizione strategica e fondamentale per rafforzare una posizione che è ormai di leadership negli oli d'oliva, con un fatturato di 1,4 miliardi di euro atteso a operazione conclusa e una quota del 22% del mercato mondiale. L'acquisto di Bertolli verrà finanziato con un prestito ponte. Tra le ipotesi c'è la quotazione a Piazza Affari delle attività nell'olio d'oliva possedute da Sos in Italia, mettendo dunque in una stessa struttura societaria Carapelli, Sasso e Bertolli.
La quotazione in Borsa rappresenterebbe tra l'altro per la Bertolli un parziale ritorno al passato: prima della cessione degli oli d'oliva alla Unilever (1994), infatti, le attività statali nelle conserve alimentari e lattiero casearie raggruppate con il nome di ‘Cirio Bertolli De Rica' erano state scisse dalla Sme nell'ambito della privatizzazione e portate alla Borsa di Milano nel 1993 (la Sme era quotata dal '74). Già da tempo, però, la famiglia Bertolli aveva ceduto il controllo alla Alivar, e l'azienda era passata così prima a Montedison e poi, appunto, alla stessa Sme.
Nel 1985 era scomparso anche Mario Bertolli, l'ultimo industriale di quella famiglia che nel lontano 1865 aveva mosso i primi passi nel settore degli oli d'oliva aprendo un piccolo negozio sotto casa, a Lucca. Sos Cuetara si era aggiudicata a fine 2005 la Carapelli, dopo che nel 2004 aveva già conquistato Minerva e, con essa, l'olio Sasso.
Ora, dal direttore dell'Unaprol - Consorzio Olivicolo italiano - Ranieri Filo della Torre arriva un grido d'allarme: «La Spagna negli ultimi 10 anni - dice - ha rafforzato la propria leadership mondiale di produzione di olio e ci ha doppiati con una raccolta che supera un milione di tonnellate di olive a fronte del totale italiano regredito a 500mila tonnellate». Con l'acquisto anche della Bertolli, stima poi Ranieri Filo della Torre, gli spagnoli «hanno il 50% del mercato dell'olio d'oliva in Italia e il 33% dell'extravergine». Sos è stata assistita da Ubs e Santander, mentre Rotshild ha fatto da advisor per Unilever. Tra i concorrenti in gara per Bertolli figurava anche una cordata italiana formata da Investitori Associati e dalla Salov di Lucca, dei fratelli Alberto, Antonio e Pierluigi Fontana cui fanno capo i marchi Sagra e Berio.