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Comunità montana, taglio con deroga

 PORTOFERRAIO. Una Comunità dell’Arcipelago. O meglio un’unione dei Comuni, sia pure, a carattere speciale.
 La Regione non usa la scure per quanto riguarda l’Arcipelago Toscano. Le Comunità montane passano da 20 a 14 ma ci sono anche deroghe. Cambierà il nome ma la sostanza rimane anche se le modifiche ci sono. Intanto dovranno essere i Comuni, come dire quelli dell’Elba e delle altre isole dell’Arcipelago, a decidere se aderire o no nella nuova amministrazione. Di fatto un passo indietro di 34 anni quando furono proprio i Comuni elbani a decidere se entrare o no nella Comunità montana. Di certo è garantita l’interprovincialità, assicurati i distretti socio sanitario e scolastici. Tutto legato all’insularita che si allarga, in questo caso, anche ad altre province, per esempio Grosseto, con la presenza del Giglio. Saranno mantenute le stesse funzioni, non ci saranno problemi di occupazione (assicurato lo stesso numero di personale) ma dovrano i Comuni a decidere se entrare o no.
 I tempi non sono lunghi. La delibera dovrà essere approvata entro il 30 giugno dal consiglio regionale.
 Di certo è che la giunta regionale ha approvato dopo una lunga discussione ai tavoli di concertazione la proposta di legge sul riordino delle Comunità Montane presentata dall’assessore agli Enti locali Agostino Fragai. Poi il parere favorevole.
 Oreste Giurliani è il presidente dell’Uncem Toscana. Dice: «L’ultima versione di legge si profila differente e snellita rispetto alla prima bozza, sia perché frutto del confronto del territorio che si è concretato la scorsa settimana sia perché sono stati accolti alcuni emendamenti avanzati da Uncem Toscana e dai territori. Rimaneva la questione della riduzione del numero di Comunità Montane in merito al quale l’assessore puntava a 7 mentre noi a 5 e questo nodo è stato fondamentalmente sciolto dalla giunta. La Regione ha ribadito i criteri per procedere alla soppressione stabilendo che l’ambito ottimale che sarà legificato esclude i comuni costieri, quelli con popolazione superiore ai 25 mila abitanti, i comuni afferenti a province diverse, i comuni capoluoghi di provincia comprendendo invece comuni in maggioranza con territorio classificato interamente montano e almeno tre comuni. Importante è anche la garanzia della continuità amministrativa che la proposta di legge contiene mediante la formula della Unione di Comuni speciale, che continua a mantenere le funzioni delegate e associate mediante una scelta volontaria e unanime da parte dei Comuni membri. Il risparmio calcolato ammonta a oltre 3 milioni di euro, 800mila euro in più rispetto a quanto aveva imposto il Parlamento». Significativo è stato poi il risultato ottenuto per l’Arcipelago Toscano che cesserà di essere Comunità Montana che diventerà Comunità d’Arcipelago, con struttura e ordinamento previsti per l’unione di comuni speciale. Rimaraca Giurliani: «Un palese riconoscimento questo della specificità della insularità che va a creare situazioni di disagio analoghe a quelle che subiscono le zone montane. Proprio per questo è stata fatta una deroga al parametro della provincialità e dell’articolazione di zona potendo così inserire nell’ambito anche l’isola del Giglio. In questo senso Uncem Toscana ha chiesto alla Regione di valutare la situazione di alcuni Piccoli Comuni totalmente montani, con popolazione inferiore a 1.000 abitanti che si trovano in zone di frontiera provinciale, pensa ad esempio a Sassetta, e la cui esclusione dalla Comunità Montana provocherebbe situazioni di isolamento e disagio inimmaginabili e progressive.
Un’ulteriore nota, infine, è stata espressa, all’unisono con i sindacati, per tutelare i dipendenti di quelle Comunità Montane che saranno soppresse senza dar vita ad unione di comuni».

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