Grifone, gli artigli ghermiscono l'Ascoli


ASCOLI. Mai così tante volte in gol, mai così tanta sofferenza, mai un numero così grande di emozione. Il Grifone ci ha preso gusto con le vittorie esterne. E, dopo Avellino, sigla il secondo colpo consecutivo da corsaro. Al Del Duca spettacolo e marcature per una vittoria che significa, in sostanza, la conferma della serie B per biancorossi, visti anche i risultati altrui di un sabato memorabile.
È la partita dei record, oltre che delle gastriti e dei sorrisi finali. Il Grifone mette subito le cose in chiaro con una tripletta shock nel primo quarto d'ora. Troppa grazia stavolta, verrebbe da dire. Lazzari due volte (prima doppietta) e Danilevicius (a bersaglio per il quarto sabato consecutivo) ammutoliscono il Del Duca. Piceni incapaci di rimettere in piedi la barca, affondata sotto tre colpi: bordata di Lazzari su punizione rimbalzata sulla schiena del portiere; tap-in facile facile ancora del fantasista, tutto solo su cross di Graffiedi; danza mortale di Danilevicius (ancora su assist del Graffio) che volteggia due volte e poi fa secco Taibi all'angolino. Ci si potrebbe fermare qui: magari, pensa il clan biancorosso... Ma è troppo presto: il cronometro segna appena 16'. E il Grifone scala pericolosamente di marcia. Sulla sinistra Guberti capisce che può fare quello che vuole. Danilevicius si vede respingere da Taibi il 4 a 0. Ed è l'inizio della rimonta bianconera. Prima Soncin per l'accorrente Bernacci in percussione; 10' dopo Sommese fa secco Bressan con un diagonale scaturito da un rinvio sporco della difesa. Difese in bambola. Come al 48', quando Danilevicius (prima doppietta anche per lui) ruota la caviglia e di destro spinge in rete un cross basso di Graffiedi, per il 4 a 2 con cui le squadre vanno al riposo.
Al rientro, Pioli blinda la fascia destra: fuori Gessa, con Innocenti allargato, e dentro Freddi a rinforzare la linea di difesa. L'avvio non è nemmeno lontano parente del primo tempo. Il Grifone è più prudente fino a restare schiacciato, l'Ascoli cerca di riavvicinarsi: e crea pericoli, sfruttando intasamenti e vuoti. Soncin non trova lo specchio, Bernacci si vede parare il rasoterra, Bressan blocca in due tempi in uscita alta, ancora Bernacci a lato. Il Grifone non riesce a distendersi e, quando lo fa, sciupa, tarda. Lazzari cerca il gol d'effetto dalla linea di fondo ma non inquadrando lo specchio. E al 34' il Grifone si vede rosicchiare il vantaggio: rigore segnato da Soncin. È il 3 a 4 che rimette in discussione certezze solo apparentemente acquisite. Ma ci pensa alla fine Graffiedi a riaprire le coronarie della tifoseria biancorossa: è il 5 a 3.

dall'inviato Pierluigi Sposato