Amori, delittacci e passione civile


N ovità di primavera nelle librerie: in vista della Fiera del Libro di Torino, ormai manca poco più di un mese, molte sono le uscite editoriali, e anche gli scrittori toscani tirano fuori le loro ultime fatiche letterarie. Diamo uno sguardo tra gli scaffali, dove impazzano soprattutto i thriller (magari con una decisa coloritura politico-sociale) e i romanzi d'amore che hanno come sfondo una suggestiva Firenze, in cui le opere d'arte fanno da cornice ai buoni sentimenti. C'è poi il ritorno di Leonardo Gori con un nuovo thriller che vede il colonnello Arcieri indagare in una Versilia eversiva e assassina.
E ancora, una storia di camorra e rifiuti che si snoda tra Livorno e la Campania, narrata dal giornalista Valdemaro Casini.
Il ritorno del colonnello Arcieri.Leonardo Gori torna con "Musica nera"(Hobby&Work, pp. 330, euro 18), thriller ambientato nella Versilia di fine anni Sessanta. A dispetto della Guerra Fredda, l'Italia si gode i frutti della pace: il benessere aumenta, la Fiat 500 è alla portata di tutti, Rocky Roberts impazza nei juke-box.
Eppure c'è qualcuno che non partecipa alla festa. Si tratta di un gruppo di donne in nero, che ogni sera scruta il mare, in silenzio. Le nota il colonnello Bruno Arcieri, venuto al funerale di un vecchio amico, un ammiraglio annegato in una fossa di liquami industriali. Ma sarà il jazz della sua giovinezza, suonato dalla tromba di un misterioso musicista, a condurlo in una trappola assassina, a cui sfugge per miracolo.
Proprio per darsene ragione e scoprire le radici di vari omicidi insoluti - una famiglia massacrata nel 1944, un faccendiere legato ai servizi segreti di Salò, l'equipaggio di un sommergibile colato a picco nel Tirreno - Arcieri condurrà un'indagine privata destinata a scoperchiare un intrico di trame eversive e interessi personali di assoluto cinismo, che sporcano l'Italia del 1945 come quella del boom economico. E alla fine della corsa, ecco un'ultima, incredibile sorpresa. Romanzo poliziesco ad alta tensione, viaggio nella memoria di una generazione che ha ricostruito l'Italia a favore di tutti ma per il vantaggio di pochi, Leonardo Gori raduna e intreccia una serie di temi civili e politici che ancora condizionano il nostro presente, plasmandoli in un giallo esplosivo, indignato, col cuore in gola.
Tra i rifiuti della Toscana.«Con questo ritmo, entro il 2010 le discariche presenti in Toscana saranno esaurite. È necessario aumentare la raccolta differenziata, e costruire per tempo i termovalorizzatori necessari. Per non fare la fine della Campania». Lo ha recentemente dichiarato l'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini, ricordando come la regione sia una di quelle con la maggior produzione annua di rifiuti pro capite: Grosseto ne registra 798 chili, Prato 793, Lucca 767. Da queste considerazioni prende lo spunto il giallo di Valdemaro Casini, giornalista e scrittore: "Il Mediatore di rifiuti"(Mauro Pagliai Editore, pp. 96, euro 9) è incentrato sul problema spazzatura in Toscana intrecciato con la presenza della criminalità organizzata.
Un giornalista del «Tirreno» sta indagando sulla presunta sparizione di una nave, si ritiene probabilmente esplosa nottetempo nel tratto di mare tra Livorno e la Corsica. Non si esclude un atto di terrorismo contro la base Nato di Camp Derby. Intanto, un commissario della Questura di Lucca sta indagando sulla tragica fine di un'automobilista precipitato, a causa della velocità e della strada bagnata, in un profondo burrone dei boschi di Loppeglia. Le indagini riveleranno che si tratta di un assassinio. La ricerca della misteriosa sparizione della nave porterà l'indagine del giornalista a Napoli e quindi nel giro della camorra. Che si sta organizzando per impiantarsi in Toscana. E nel finale del giallo, le due indagini troveranno un'unica soluzione.
Italiani brutta gente.Italiani popolo di gente meschina, voltagabbana, incline alla corruzione e all'inganno, senza ideali e spregiudicata. Difetti lamentati da secoli che oggi lo scrittore Massimo Griffo condensa nel suo ultimo romanzo "Amaritudine"(Polistampa, pp. 392, 15 euro) che sintetizza l'amarezza e l'afflizione provate dai cittadini onesti di fronte a quella parte di società volgare, ingannatrice e prevaricatrice di valori e leggi.
Griffo si attiene ad una narrazione realistica, scabra, animata da personaggi esemplari osservati in cinquant'anni di storia d'Italia, dal 1944 al 1993, alcuni veri, altri frutto di finzione. Gualtiero è l'ingenuo protagonista che diventa vittima e perfino inconsapevole complice delle malefatte e degli errori altrui, lungo un periodo di storia nazionale che parte dalla guerra, cammina nel boom economico, si smarrisce negli anni di piombo, evapora nel tempo del riflusso. Tutto questo senza perdere la speranza in un'Italia migliore e solidale: le prime lettere del titolo, "amar", sono appiglio ed auspicio per un riscatto.
Massimo Griffo è nato a Palermo ma risiede a Firenze da molti anni. Ha pubblicato romanzi di successo tra cui Futuro anteriore (Premio Viareggio - Opera prima), Fiaba perversa (Premio Vallombrosa), e Il balilla col cappotto (Premio Casentino).
Dove comanda il cuore.Torna con un'altra storia dove amore fa sempre rima con cuore lo scrittore versiliese Romano Battaglia: ma stavolta fa capolino perfino la magia. "Incanto"(Rizzoli, pp. 144, euro 12) racconta di Mariarosa, giovane donna preda della depressione, che un giorno, inseguendo un cane ransagio, si ritrova nella casa di campagna di un anziano contadino che la restituisce alla vita e a una riconquistata serenità. Ma il giorno dopo, quando Mariarosa torna nela casa per ringraziarlo, non trova nulla e nessuno, e si accorge che il contadino non è mai esistito, era solo un riflesso dei suoi desideri: un incantesimo.
Sono ambientate a Firenze due storie d'amore che raccontano di passioni coniugali. Ugo Paul Conni in "Il filo di Arianna"(Mef, pp. 155, euro 15) narra di Marco e Luisa alla scoperta della sensualità in una Firenze suggestiva in cui le opere d'arte offrono uno sfondo perfetto alla loro unione, ma un inaspettato epilogo metterà a dura prova quella passione, spingendo Marco a interrogarsi non solo sul senso della sua vita, ma addirittura sui valori fondanti della civiltà occidentale che sembra aver perso la sua direzione.
Vieri Sassoli, scrittore di Arcidosso, racconta, sempre sullo sfondo fiorentino, la difficile costruzione di un amore e di una famiglia in "Memorie di una passione coniugale"(Mef, pp. 46, euro 6).
Firenze scrive.Infine un'antologia di scrittori fiorentini, curata da Gabriele Ametrano: "Sotto la lente"(ed. Perrone) raccoglie racconti di autori più o meno noti, tra i quali Mariella Bettarini, Gabriella Maleti, Tommaso Chimenti Alessandro Raveggi, Michele Brancale e Marco Simonelli.

David Fiesoli