Morto il primogenito dei Ciano

LIVORNO. Lo chiamavano «Ciccino». Fabrizio Ciano era il primogenito di Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, figlia del Duce. E' morto in Costarica, nella città di Heredia, dove viveva ormai da trent'anni. Era nato a Shanghai, nel 1931, in Cina, nel periodo in cui papà Galeazzo fu mandato da nonno Benito a «farsi le ossa» all'estero: ambasciatore italiano in Cina. Fabrizio aveva avuto un ictus nel febbraio scorso, un paio di mesi fa. Da quell'evento non si era più ripreso. Non aveva mai avuto un grande legame con la città di Livorno: visse in Cina e a Roma, per un periodo si stabilì anche a Forte dei Marmi, prima di partire per l'America centrale, dove aveva sposato una donna, Patrizia, dalla quale non aveva avuto figli.
Non è previsto il rientro della salma in Italia. Fabrizio Ciano sarà, quindi, tumulato in Costarica, dove si trovava ormai da trent'anni. Viveva serenamente grazie alle ormai storiche rendite della famiglia, privo di un'attività vera e propria.
Nel 1991 scrisse un libro che ripercorreva la tragica vicenda del padre, giustiziato dal regime fascista dopo che aveva votato contro Mussolini nella storica seduta del Gran consiglio del 25 luglio 1943. L'emblematico titolo, «Quando il nonno fece fucilare papà», racchiude il racconto di un bambino che, nonostante la tragedia familiare vissuta, non odiò mai il proprio nonno. Un bambino come lui che sapeva soltanto di avere il padre ministro e il nonno «capo dei Balilla». E che fu capace di raccontare, in quelle pagine, una serie di aneddoti relativi, ovviamente, al periodo in cui il padre venne condannato a morte, ma anche agli anni della guera civile e alla delicata fase storica che fece seguito la Liberazione.
«Rivedemmo per la prima volta i Mussolini - scriveva Fabrizio Ciano nel suo libro - l'estate successiva, quella del '47, quando andammo a trovare la vedova del duce al domicilio coatto di Forio d'Ischia. Mi faceva una gran pena nonna Ele (Ele è il diminutivo di Rachele Mussolini, moglie del Duce, ndr). Sapevo che dopo la fucilazione del marito era stata catturata dai partigiani insieme con Romano, Anna Maria e Marina, la figlia di Bruno. La piccola aveva quattro anni, con lei c'era la tata. Durante la loro prigionia venivano svegliati in piena notte, e spintonati in un cortile».
Fabrizio provò anche a entrare in politica, mantenendo sempre il cuore a destra. Alle elezioni politiche del 25 maggio 1958 accettò la candidatura alla Camera dei deputati nelle liste del Msi. Nella circoscrizione elettorale Pisa-Lucca-Massa-Livorno ottenne quasi 7mila voti, più di tutti i candidati di quel partito, ma non riuscì ad approdare a Montecitorio. Vent'anni dopo, la scelta di lasciare l'Italia e di trasferirsi in Costarica, dove riposerà per sempre.