Livorno rinasce col sinistro di Diamanti


LIVORNO. Quello del Catania è gioco tutto lapilli e cenere; quello del Livorno della ripresa è lava copiosa che scende, devasta, cancella. Il vero vulcano è il signor Diamanti: gamba lesta, sinistro fumante. Il pratese entra all'inizio del 2º tempo - alla doccia resta un De Vezze catastrofico - s'accende, esplode, carbonizza. Eppoi corre, dà ritmo e ispira una squadra sino allora inguardabile e passiva.
Diamanti è l'uomo della riscossa, quello che tira fuori tutti dalla fossa e che (forse) rimette anche Camolese al suo posto. La partita la fa questo ragazzo di belle speranze che ha capito dove aveva sbagliato negli anni precedenti e ora sembra avviato a riprendersi la fetta di calcio importante che merita. Alex esplode la botta da trenta metri che riporta in vita il Livorno bissando la prodezza con il Napoli (che non servì). Gran gol: bello e importante, anzi, decisivo. Perché serve a scavalcare gli etnei di Silvio Baldini e uscire dal terz'ultimo posto nel giorno del primo scontro diretto.
Il mancino ex riccioluto ha rigirato la partita, fatto cambiare il destino dai segni premonitori poco incoraggianti, però per quarantacinque minuti si era visto solo il Catania nella sua versione turbo con il 4-3-3 a trazione anteriore capace di sconvolgere tatticamente il pensiero degli amaranto. In difficoltà a centrocampo, laddove il lavoro di Izco, Biagianti e Vargas era valorizzato dagli arretramenti di Martinez e Mascara. Il Livorno ha scoperto un De Vezze stanco: palle perse, mal giocate a causa della scarsa lucidità. Un «buco» nel mezzo del centrocampo che ha creato difficoltà a tutti, mandando a vuoto sia Filippini che Pulzetti. E persino gli esterni Balleri e Pasquale sotto pressione rispettivamente con Silvestri e Silvestre.
Giancarlo Camolese fremeva, si agitava, Silvio Baldini era sereno, tranquillo. Il Catania svolazzava, andava alla conclusione. Con Spinesi, Biagianti, Martinez, ancora Spinesi. Manovra avvolgente, amaranto avvinghiati a nostro avviso anche bloccati dalla paura nel giorno in cui non potevamo sbagliare.
Camolese l'ha indovitata: fuori De Vezze, dentro Diamanti. Antonio Filippini a scalare nel ruolo di metronomo (davvero bravo).
E quando Baldini ha inserito Tedesco via libera a Pavan. Quindi Vidigal al posto di Tristan che 10' prima aveva colpito un palo clamoroso. Altro Livorno, altro Catania. La rete del vantaggio, la traversa di Tavano (aveva saltato Terlizzi), poi quella colpita di testa da Vidigal.
Un tempo a testa, ma i 45' del Livorno pesano di più. E non solo per la rete da incorniciare di Diamanti. Ma per la pressione e i tre legni. Ma è anche vero che l'etneo Stovini col destro al volo al 22' avrebbe potuto pareggiare. Ma queste sono partite che vivono sugli episodi. E gli episodi dicono Livorno.

Sandro Lulli