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In manette i rapinatori del sabato sera

 LIVORNO. Ha terrorizzato Livorno per interi weekend seminando il panico tra commercianti e residenti. Ma da ieri la banda dei rapinatori del sabato sera - o per lo meno parte di essa - è finita dietro le sbarre. Tre livornesi sono stati arrestati da carabinieri e polizia, nella notte tra giovedì e ieri, dopo aver messo a segno l’ennesimo colpo: un furto di videogames al ristorante bar “Road House” in via Aurelia Sud a Venturina. Si tratta di Fabrizio Pagnini, 46 anni, Marco Balestri, 48, e Andrea Morelli, 33, quest’ultimo sottoposto al fermo del pm, Carmen Santoro, in quanto non ha partecipato al furto di Venturina. Ai tre vengono attribuiti tre colpi a Livorno, tuttavia, non è escluso che abbiano attuato altri furti e rapine fuori città, in particolare a Follonica.
 A spingerli a colpire la necessità di avere soldi per comprare le varie dosi. I tre sarebbero, infatti, assidui consumatori di stupefacenti e sono già noti alle forze dell’ordine proprio per furti e reati connessi alla droga.
 Gli investigatori gli stavano dietro da un paio di settimane: li hanno monitorati notte e giorno, col supporto di intercettazioni e microspie, ne hanno seguito le mosse, le “smanie”, i giri infiniti in auto e a piedi per la città a caccia di roba, e i progetti, molti dei quali legati alla volontà di fare furti o rapine per mettere insieme un po’ di soldi. Fino a che, giovedì notte, s’è concretizzato il colpo che ha permesso ai rapinatori di rubare un migliaio di euro e agli investigatori di incastrarli.
 La fase clou dell’indagine inizia verso le 4 di ieri mattina quando Balestri e Pagnini a bordo di una Golf scura si dirigono verso Venturina per rubare le monetine dei videogames; un colpo già organizzato, ai danni della Road House. Tutto seguito a distanza dai militari del nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal comandante Luigi Perri, e dagli agenti della squadra mobile al seguito della dirigente Angela Marvulli.
 Pagnini e Balestri si intrufolano nel bar e forzano una slot machine, che caricano in auto per poi gettarla via una volta tornati in città, e una macchinetta cambiasoldi, di cui invece si disfano subito, gettandola nelle campagne di Venturina. Come accertato dagli investigatori, una volta rientrati a Livorno, si dirigono a casa di Pagnini, a Salviano, per spartirsi il bottino, diviso in due parti da 487 e 506 euro. A quel punto, entrano in gioco gli investigatori che fanno irruzione nell’appartamento e ammanettando i due. Nel corso della perquisizione nell’appartamento di Pagnini vengono trovati i 1000 euro in monetine da 1 e 2 euro, e soprattutto, nascoste dietro ad un armadio, due pistole, che secondo gli inquirenti sono state utilizzate per terrorizzare le vittime delle rapine. Si tratta di due armi giocattolo, che persino agli sguardi più esperti sembrano vere, e una delle quali è stata alterata (tanto che aveva tre bossoli in canna). Poi, segue un’altra perquisizione a casa di Balestri, in via Verdi, dove vengono trovati quattro flaconi di metadone. Per quanto riguarda Morelli, in base a quanto verificato da carabinieri e polizia, avrebbe partecipato ad almeno due delle tre rapine contestate al gruppetto. Il 33enne, che ufficialmente risiede in via del Porticciolo, ma che in realtà è senzafissadimora, è stato rintracciato mentre vagava per la città.
 L’indagine, ribattezzata “Febbre del sabato sera”, è stata svolta col supporto di decine di uomini, impiegati in turni da 16 persone: si tratta di operatori del Nucleo investigativo e di quel radiomobile dei carabinieri, e di alcune sezioni della squadra mobile. Importante il contributo delle gazzelle dei carabinieri, che la scorsa settimana sono riuscite a sventare un furto all’“Ascot bar” di via Firenze che era stato preso di mira dai rapinatori, che avevano già forzato una finestra. I risultati dell’operazione sono stati illustrati ieri pomeriggio nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, oltre al tenente Perri e alla dottoressa Marvulli, il comandante del Nucleo operativo Francesco Zati, e il dirigente dell’Anticrimine della questura Paolo Rossi.
Lara Loreti