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Riparte la catena degli sms fasulli

 PRATO. Sarebbe un mistero buffo se di mezzo non ci fosse la salute di un bambino e l’intralcio all’attività di un ospedale pediatrico. Invece la catena di Sant’Antonio ripartita in questi giorni intorno alla notizia (falsa) sulla necessità di donazioni di sangue per salvare un bimbo malato di leucemia ha il sapore sgradevole della stupidità gratuita, ammesso e non concesso che dietro non ci sia qualcosa di peggio. Migliaia di sms stanno facendo il giro d’Italia, da Trento a Roma, dall’Emilia alle Marche, anche se il grosso è concentrato in Toscana, tra Prato e Firenze.
 Il messaggio circola in più di una variante, ma fa comunque riferimento a un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante, che ha urgente bisogno di trasfusioni di sangue di tipo B positivo o B negativo, con l’invito a diffondere l’appello. In molte versioni si consiglia di chiamare l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
 Il bambino esiste davvero, ha due anni e vive coi genitori a Poggio a Caiano, ma non c’è mai stato bisogno di donazioni urgenti. Il piccolo Riccardo è stato curato nei primi mesi dell’anno scorso al Meyer, poi si è sottoposto a un trapianto di midollo in un ospedale del nord e sembra che ora stia bene. Fin qui le poche verità della vicenda, sulla quale si è poi innestata una sorta di leggenda metropolitana che ha superato i confini dell’immaginabile.
 Già ai primi di marzo dell’anno scorso il centralino dell’ospedale Meyer è stato intasato dalle chiamate di aspiranti donatori, costringendo i sanitari a pubbliche smentite. Alla fine di agosto la catena di Sant’Antonio è ripartita con rinnovato vigore, suscitando gli stessi problemi all’ospedale e analoghe smentite, anche televisive. Sembrava un caso chiuso fino a pochi giorni fa, quando i messaggini hanno ricominciato a infestare i telefoni cellulari di migliaia di persone.
 Ora al centralino del Meyer risponde una segreteria telefonica che per l’ennesima volta invita a non prestare fede all’appello, l’Azienda sanitaria di Viareggio è stata costretta ieri a ribadire che si tratta di una bufala e sui forum di Internet è fiorita un’attività di contrasto alla falsa notizia.
 I sanitari del Meyer hanno segnalato il caso anche alla polizia postale di Firenze, ma sembra che sia molto difficile, se non impossibile, risalire all’origine del “virus”. Senza dubbio agisce il meccanismo perverso legato alla facilità con cui si inoltrano gli sms, ma resta comunque da capire perché ci si sia accaniti sul caso del piccolo Riccardo, visto che di bambini malati ce ne sono a centinaia e non si ricorda un’insistenza simile, oltretutto truffaldina, per altre storie tristi.
 Le uniche beneficiarie certe della bufala sono le compagnie telefoniche, e su Internet c’è anche chi ha provato a quantificare il guadagno generato dalla catena di sms: oltre 2 milioni di euro. Ma anche questa rischia di essere l’ennesima leggenda metropolitana.