Nicola, impresa dedicata a Inzaghi


Non è un idolo vero e proprio, ma il suo modello. E' stato così, almeno, da quando mise piede a Milanello. Lui, Nicola Pozzi, era un giovanissimo attaccante che si era fatto largo nel Cesena. Il suo mondo cambiò in un attimo: dalla provincia alla metropoli, dalla C1 al profumo della Champions. Roba da perdere alla testa, a 17 anni e mezzo. Il ragazzo, però, capì subito a chi appoggiarsi: Pippo Inzaghi, ovviamente.
Insomma, il re dei bomber europei è stato ed è il suo maestro: da lui ha imparato l'importanza del lavoro, di lui sembra avere la stessa fame di gol. In allenamento come in partita. Pozzi, però, era già una sorta di predestinato. Dalla sua Sant'Arcangelo di Romagna era presto passato al vivaio del Cesena. Dove si divertiva a bruciare le tappe: a 15 anni non giocava negli Allievi ma in Primavera, a 17 in prima squadra e non in Primavera. Il Milan lo prese nel gennaio del 2004, pagandolo ben 1,5 milioni.
Prima del lieto fine, però, le belle favole prevedono sempre il brutto periodo. Che, per Pozzi, si materializza nella stagione 2004/2005. Il Milan, infatti, sceglie di farlo maturare nel Napoli precipitato in C1, ma all'ombra del Vesuvio il giocattolo s'inceppa. O meglio, si rompe. Pozzi si fa male a un ginocchio, ma stringe i denti. Sceglie di giocare e si ferma solo a marzo, quando è già passato al Pescara. E' il momento dell'intervento, ad Anversa, e dalla lunga riabilitazione. E' il momento in cui il feeling con Inzaghi, anche lui con le stampelle, diventa solido. Già, ma ora chi vorrà scommettere sull'ex golden boy? L'Empoli, ecco la risposta. Gli azzurri bussano alla porta del Milan e portano a casa il ragazzo in prestito. Finalmente Pozzi assaggia la serie A e lo fa segnando quattro reti. Niente male per un giovane attaccante. Tanto che l'Empoli ne riscatta la comproprietà, per 750mila euro, e continua a puntare su di lui. Giusto, perché Pozzi - è storia della scorsa stagione - realizza 5 reti (tutte nel ritorno) e contribuisce alla storica conquista dell'Uefa. Se sei amico di Inzaghi, però, la storia vuoi scriverla. E così anche il poker servito al Cagliari che lo inserisce di diritto nel club dei grandi (basti vedere, nella tabella a fianco, chi c'è riuscito prima di lui). E ora già si parla di ritorni in rossonero, di posto fisso in Under 21. Pozzi, però, preferisce il basso profilo. «Un passo alla volta», dice. Proprio come Pippo. Allora tanto vale chiamarlo SuperPozzi...

David Biuzzi