07 dicembre 2007 —
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sezione: Piombino
LIVORNO. E stata una udienza interlocutoria, quella svoltasi ieri davanti al collegio giudicante del tribunale di Livorno, presieduto da Vincenzo Martorano, del processo per associazione a delinquere e voto di scambio sulla complessa vicenda legata alla questione affari-urbanistica a Portoferraio.
Imputati sono i personaggi che finirono in carcere: gli architetti Nicola Ageno, figlio del defunto sindaco Giovanni Ageno, e Sandra Maltinti; lex assessore Alberto Fratti; gli imprenditori Tiziano Nocentini e Marco Regano. A giudizio per il caso Ghiaie, lex presidente della commissione Demanio, Annalisa Di Pede, lex segretaria del Comune, Annunziata Fusco, gli imprenditori Giuseppe ed Enrico Cioni.
Ieri davanti ai giudici e al pubblico ministero Antonio Giaconi (che ha ereditato questo processo dal precedente pm Roberto Pennisi) hanno deposto due carabinieri che ebbero un ruolo attivo nelle indagini e il perito che si è occupato della trascrizione delle intercettazioni telefoniche. I due ufficiali di polizia giudiziaria hanno ricostruito lattività svolta su delega della Procura. Nella prossima udienza, già fissata per il 17 gennaio, sarà ascoltato un altro ufficiale dei carabinieri, il capitano Di Stefano, che lavorò a lungo su questo caso. Ma lappuntamento di gennaio è molto atteso anche per le questioni di carattere tecnico che saranno sviscerate. Trattandosi di un processo basato sullintreccio fra le manovre territoriali dellamministrazione portoferraiese guidata da Ageno e le mire di alcuni imprenditori, avranno sicuramente un rilievo fondamentale le deposizioni dei consulenti che hanno approfondito la documentazione prodotta dal Comune di Portoferraio quando elaborò il regolamento urbanistico.
Ieri, intanto, larchitetto Sandra Maltinti, che dallinizio del processo non ha mai saltato unudienza e sta seguendo il dibattimento con grandissima attenzione, ha reso una piccola dichiarazione spontanea (laveva già fatto nelludienza di giugno, contestando quanto aveva detto larchitetto Lotti, che era stato consulente del Comune per lestensione del regolamento urbanistico). Questa volta, la Maltinti ha precisato il senso della sua presenza a Firenze, insieme a Nicola Ageno: era solo una coincidenza, ha spiegato, ognuno era lì per proprio conto.
lu.dem.