ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Urbanistica e affari, depongono i carabinieri

 LIVORNO. E’ stata una udienza interlocutoria, quella svoltasi ieri davanti al collegio giudicante del tribunale di Livorno, presieduto da Vincenzo Martorano, del processo per associazione a delinquere e voto di scambio sulla complessa vicenda legata alla questione affari-urbanistica a Portoferraio.
 Imputati sono i personaggi che finirono in carcere: gli architetti Nicola Ageno, figlio del defunto sindaco Giovanni Ageno, e Sandra Maltinti; l’ex assessore Alberto Fratti; gli imprenditori Tiziano Nocentini e Marco Regano. A giudizio per il caso Ghiaie, l’ex presidente della commissione Demanio, Annalisa Di Pede, l’ex segretaria del Comune, Annunziata Fusco, gli imprenditori Giuseppe ed Enrico Cioni.
 Ieri davanti ai giudici e al pubblico ministero Antonio Giaconi (che ha ereditato questo processo dal precedente pm Roberto Pennisi) hanno deposto due carabinieri che ebbero un ruolo attivo nelle indagini e il perito che si è occupato della trascrizione delle intercettazioni telefoniche. I due ufficiali di polizia giudiziaria hanno ricostruito l’attività svolta su delega della Procura. Nella prossima udienza, già fissata per il 17 gennaio, sarà ascoltato un altro ufficiale dei carabinieri, il capitano Di Stefano, che lavorò a lungo su questo caso. Ma l’appuntamento di gennaio è molto atteso anche per le questioni di carattere tecnico che saranno sviscerate. Trattandosi di un processo basato sull’intreccio fra le manovre territoriali dell’amministrazione portoferraiese guidata da Ageno e le mire di alcuni imprenditori, avranno sicuramente un rilievo fondamentale le deposizioni dei consulenti che hanno approfondito la documentazione prodotta dal Comune di Portoferraio quando elaborò il regolamento urbanistico.
 Ieri, intanto, l’architetto Sandra Maltinti, che dall’inizio del processo non ha mai saltato un’udienza e sta seguendo il dibattimento con grandissima attenzione, ha reso una piccola dichiarazione spontanea (l’aveva già fatto nell’udienza di giugno, contestando quanto aveva detto l’architetto Lotti, che era stato consulente del Comune per l’estensione del regolamento urbanistico). Questa volta, la Maltinti ha precisato il senso della sua presenza a Firenze, insieme a Nicola Ageno: era solo una coincidenza, ha spiegato, ognuno era lì per proprio conto.
lu.dem.