14 ottobre 2007 —
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Massa
PONTREMOLI. Pochi infermieri, lunghi interventi (che spesso dal mattino proseguono fino a metà pomeriggio) e carichi di lavoro sempre più pesanti in un reparto delicatissimo in cui lefficienza è dobbligo visto che spesso si decide della vita stessa dei pazienti. Insomma la sala operatoria dellospedale di Pontremoli sarebbe in piena emergenza.
Lallarme sulla situazione di chirurgia è lanciato in questi giorni dalla Cgil Funzione Pubblica.
E il sindacato lo fa con toni anche forti: «Durante gli interventi chirurgici ci sono pochi infermieri: dei 7 previsti per legge ne sono rimasti soltanto 3 più un operatore socio sanitario. Le cose così non possono funzionare».
La situazione fotografata dal sindacato è davvero critica: non solo per i lavoratori ma soprattutto per gli ammalati e per chi è costretto ad interventi in quella struttura dellalta Lunigiana.
«A Pontremoli - sottolinea la Cgil - gli infermieri della sala operatoria devono fare anche più di 10 ore di lavoro consecutivo con ritmi stressanti che male si addicono a una mansione così delicata come quella a cui sono deputati».
«Un carico di lavoro troppo pesante - punta il dito la segreteria della Cgil - a cui si aggiunge il fatto che, a causa della mancanza di personale, le pronte disponibilità (ossia la chiamata al lavoro anche da casa qualora si presentino urgenze) anziché essere 6 al mese, come previsto dal contratto nazionale, salgono fino a dieci, anche oltre».
Insomma non solo gli infermieri della sala operatoria sono oberati di lavoro quando sono in servizio, ma vengono richiamati più del previsto anche quando sono a riposo.
Una situazione che la Cgil definisce a suo dire «insostenibile».
«Tutto questo rientra in una mancata organizzazione del personale infermieristico che oggi viene a colpire un settore molto importante come quello della sala operatoria - spiega il sindacato - Non solo cè poco personale, ma mancano del tutto i corsi di formazione necessari per creare queste professionalità: e quindi in caso di grandi urgenze ci si potrebbe trovare di fronte davvero a una enorme difficoltà perché il personale reclutato non avrebbe le caratteristiche idonee a compiere il lavoro durante gli interventi chirurgici».
Insomma un quadro molto allarmante che metterebbe anche in dubbio lefficenza del nosocomio pontremolese, da tempo al centro di polemiche e battaglie politiche sui progetti di ridimensionamento.
Certo il quadro fatto sulla sanità dalla Cgil della Lunigiana può spaventare anche il più tranquillo e fiducioso dei pazienti che deve entrare in ospedale.
Per cui urge sullargomento una risposta da parte dei responsabili dellAsl1.
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Alessandra Vivoli