Qui non c'è posto, il Faldo sconfina a Pisa

LIVORNO. Dal ponte sullo scolmatore a Vicarello la vista è impressionante. Auto a perdita d'occhio. Sono 22mila, parcheggiate in quello che è considerato l'autoparco al top in Italia: il Faldo, costruito a fine 2004 dal gruppo milanese Koelliker e dalla Compagnia Portuale. Ma i 65 ettari di piazzali non bastano più. E il Faldo per accogliere i nuovi traffici (a regime saranno 40mila posti auto) deve sconfinare nel pisano. Il Comune di Collesalvetti ha chiuso la porta a qualsiasi ampliamento. «Il nostro piano regolatore non prevede un solo metro da destinare ad autoparco» dice il sindaco Nista.
Il Faldo è un luogo dove vengono preparate e smistate le auto, sbarcate al porto e dirette alle concessionarie italiane. Ci lavorano 130 persone, altrettante nell'indotto (autisti di bisarche). Aperto a fine 2004, nel 2005 ha movimentato 100mila vetture, che quest'anno sono salite a 130mila. Numeri che sono stati illustrati ieri dai vertici della Autotrade and Logistics, la società di Koelliker che gestisce l'impianto: il presidente Luca Caniato e l'amministratore delegato Cesare Tambussi. Il Faldo ha una capacità di 22mila vetture, che viene utilizzata soprattutto dai quattro marchi commercializzati da Koelliker: le coreane Kia, Ssangyong e Hyundai e la giapponese Mitsubishi. Un 17% di spazi, attualmente, è occupato da altre marche (Citroen). «E' un posto fantastico - riconosce Caniato - Collegato al porto da una superstrada e senza il problema della salsedine e dei fumi delle zone industriali. Ma non basta più». E non tanto nel presente, ma guardando al futuro. Le marche coreane dovrebbero fare di Livorno un centro di smistamento per il Sud Europa, dal quale servire le concessionarie di Italia, Slovenia, Austria, Ungheria, Svizzera e Germania. Con conseguente raddoppio dei traffici: da 130mila auto si dovrebbe passare a 250mila. «Abbiamo raggiunto prima del previsto il livello di saturazione - riprende Caniato - Siamo costretti ad ampliarci. Pensiamo di aggiungere altri 350mila mq arrivando così a 1 milione di mq». Allargarsi, dunque, anche per offrire più spazi a Psa, il gruppo che commercializza Peugeot e Citroen. Altro non aggiunge, il manager milanese. Ma è risaputo che la questione dell'ampliamento è tuttaltro che chiusa. La società "Il Faldo" ha messo gli occhi sui terreni aldilà della strada 206 (proprietà Pucciantini), opzionando l'acquisto di 1 milione di mq. Ma il piano regolatore di Collesalvetti, or ora approvato, ne ha confermato la destinazione agricola. «I nostri strumenti urbanistici non prevedono aree da destinare ad autoparco e non ci saranno varianti» dice il sindaco di Collesalvetti Nista. L'amministrazione comunale ritiene che gli autoparchi siano soprattutto un consumo di territorio con scarsi ritorni per la collettività. E poi i rapporti col Faldo si sono deteriorati dopo la battaglia al Tar sul pagamento degli oneri di urbanizzazione. Il Comune presentò un conto di 2,5 milioni, il Faldo si oppose sostenendo di aver già speso abbastanza (dei 49 milioni totali 22 erano per il risanamento idraulico): poi il Tar ha chiuso la faccenda ordinando alla società di pagare. Perciò si guarda a Pisa. Il Faldo sta trattando 30 ettari di terreno confinanti con la sua proprietà ma già nel comune di Cascina.
Cristiano Meoni