La storica Pro Livorno coltiva piccoli talenti


LIVORNO. Non è stato semplice sopravvivere alla "rivoluzione" di maggio. Un autentico terremoto che ha portato sconquassi, difficoltà organizzative e, successivamente, come naturale rovescio della medaglia, una gran voglia di rimettersi in movimento. L'abbandono improvviso dell'ex direttore sportivo Stefano Ferrara, avvenuto al termine dei campionati scorsi, seguito dalle dimissioni di alcuni vecchi consiglieri, ha costretto la Pro Livorno, la più antica società di calcio dilettantistico cittadina, essendo stata fondata - come riporta l'esatta denominazione del club - nel lontano 1919, a farsi carico di una completa ristrutturazione dei quadri dirigenziali. Tutto questo nello stretto giro di posta dei mesi estivi.
Una corsa contro il tempo per potersi presentare all'appuntamento con la nuova stagione in grado di offrire discrete garanzie sia agli allenatori che ai ragazzi tesserati. Un vero peccato, del resto, anche perché l'annata agonistica 2006/07 si era chiusa con il secondo posto della formazione classe '90 e la successiva vittoria agli spareggi, che permetterà agli Allievi '91 di partecipare all'imminente campionato regionale.
Per tutto luglio si è atteso l'ingresso di un noto gruppo societario esterno che potesse portare aria fresca e nuova linfa, ma dopo alcuni abboccamenti e le iniziali trattative tutto si è risolto con un fragoroso buco nell'acqua. E la società ha dovuto continuare a camminare con le proprie gambe.
I soci rimasti si sono così letteralmente rimboccati le maniche, e con in testa il presidente Giovanni Ciaramella sono state gettate le basi per il nuovo corso della Pro Livorno. Con qualche sacrificio. Infatti non è stato possibile mantenere tutte le squadre e molte, purtroppo, sono state smantellate. Questa è la ragione per cui, ad oggi, il settore giovanile del club biancoverde può presentare ai nastri di partenza solamente Juniores, Allievi regionali ed Esordienti B.
Tutto il resto dell'attività agonistica, oltre ovviamente alla presenza della prima squadra (retrocessa nel campionato di Prima Categoria), viene adesso concentrato sulla scuola calcio, che, come conferma il numero uno Ciaramella, almeno momentaneamente vanta la priorità delle scelte societarie. «Molti vecchi consiglieri volevano impiegare risorse principalmente verso la prima squadra a scapito del settore giovanile - spiega il presidente della Pro Livorno - e questo, per una società come la nostra, non era assolutamente ammissibile.
Dal momento del cambio della guardia ho lavorato sodo per inserire nel Consiglio persone valide e interessate ai giovani ed in particolar modo al mondo dei più piccoli, dove fortunatamente contiamo in organico tutte le squadre al gran completo, dal'96 fino al'01. Perseguiamo nel nostro lavoro una politica del volontariato come è giusto che sia a questi livelli, ma ci teniamo ugualmente a portare avanti la gloriosa storia della Pro Livorno. Il nostro impegno, - continua Ciaramella- adesso, è quello di riuscire a formare nuovamente le squadre che sono venute a mancare».
L'impianto sportivo di cui dispone la società è l'antico Gymnasium, già «Campo del Fungo», come veniva chiamato all'inizio del ventesimo secolo. Esattamente il luogo dove, intorno al 1915, nacque il calcio a Livorno. Teatro di memorabili sfide, vi si respira un'aria particolarmente stimolante. Qui sono calcisticamente nati diversi calciatori. Soltanto per citarne alcuni, hanno giocato in biancoverde atleti del calibro di Magnozzi, Leo Picchi, Stua, Zidarich, ovvero i pionieri del football labronico. Dai primi anni '60 il gruppo sportivo, grazie anche alla passione smisurata di Giuliano Brilli, attuale vicepresidente del club, ha iniziato invece a dedicarsi al dilettantismo puro e allo sviluppo di un sano e ambizioso settore giovanile.
Un impegno che negli anni non è mai venuto meno e che ha visto transitare dal Gymnasium moltissimi talenti livornesi. Ed è questa l'immagine che la Pro Livorno vuole continuare ad avere, agli occhi di una città, da sempre, innamorata del gioco del calcio.

Jimmy Morrone