Fu l'amico fraterno Zucchero a proporre il "Pavarotti & Friends"

CARRARA.A lanciare l'idea del "Pavarotti & Friends", l'evento che per dieci anni consecutivi è riuscito a coinvolgere i più grandi artisti del mondo a scopi umanitari, fu Zucchero Fornaciari, reggiano di nascita ma carrarese d'adozione da oltre trent'anni: a ricordarci il simpatico e in parte poco conosciuto retroscena, proprio in queste ore in cui il mondo sta piangendo "Big Luciano" è il personal trainer-amico personale di Zucchero, il professor Mino Bordigoni, che incontriamo per caso appena tornato dalle vacanze. Il discorso non può che cadere su Pavarotti, sulle molte pagine di giornale e sulle tante ore di trasmissione televisive dedicate al triste evento; e così, dal dialogo, ecco la curiosità.
Fu tredici anni fa che Zucchero maturò la brillante idea di realizzare un qualcosa di veramente d'impatto mondiale a fini benefici, per aiutare in modo concreto i più sfortunati della terra. Ma - così rifletteva Sugar Fornaciari - almeno a quel tempo il suo nome non avrebbe avuto una risonanza mediatica a livello planetario. Ecco la geniale intuizione: coinvolgere il più grande tenore del mondo, che già da tre-quattro anni con gli amici e colleghi Placido Domingo e José Carreras calcava i palcoscenici con finalità analoghe. Ma l'idea lanciata da Zucchero era, oltre che benefica, quella di accomunare i vari generi musicali, e convogliare i suoi amici-star più vicini - da Clapton a Sting, da Paul Young a Joe Cocker, ma l'elenco è infinito - in un maxi-raduno a frequenza annuale. Fin dal primo incontro, Luciano Pavarotti - generoso ed estroverso come tutti gli emiliani - accettò con entusiasmo questa fantastica proposta e sappiamo tutti com'è andata: per dieci anni, a Modena, nello sterminato parco Novi Sad, si sono succeduti show di fortissimo impatto mediatico e di qualità altissima; all'appello, nei dieci anni, si fa prima a dire chi sia mancato: per motivi diversi, tanto per citare qualcuno, Michael Jackson e Aretha Franklin.
Un'altra curiosità: il programma dettagliato del concerto di Pavarotti & Friends veniva stilato e studiato nei dettagli - con la più certosina cura e meticolosità da parte del perfezionista Zucchero - durante le vacanze pasquali, e in particolare nella casa di Pesaro del Maestro.
Con gli anni, oltre alla stima professionale che già esisteva, fra Zucchero e Pavarotti nacque anche un rapporto di profonda amicizia e affetto: fra i primi ad arrivare alla casa modenese per rendere l'ultimo saluto alla salma è stato proprio Adelmo Sugar Fornaciari - che ieri sera ha preso parte alla finalissima del Festivalbar all'Arena di Verona - ma anche Big Luciano, pur di partecipare al concerto "Zucchero & Co." della "Royal Albert Hall" di Londra, il 6 maggio 2004 (in quell'occasione il professore carrarese ha assistito per tutta la durata della sua performance il bluesman carrarese), non fu da meno; si presentò infatti convalescente e debilitato da un'operazione ai calcoli, con un jet privato, solo per poter duettare dal vivo con il "brother" Zucchero in "Miserere", il brano che chiudeva la kermesse dei duetti.
Anche quando non si frequentavano, si scambiavano a distanza i saluti e in un'occasione il messaggero fu lo stesso professor Bordigoni: la nazionale cantanti, di cui era uno dei preparatori atletici, giocava proprio a Modena; Zucchero chiese di salutargli Big Luciano, promotore dell'evento, e così avvenne. Con grande cordialità e richiesta di ricambiare, come testimonia la stretta di mano nella foto.
Zucchero è sempre stato uno dei primi nella lista dei presenti ai compleanni del tenore, accompagnato dall'inseparabile compagna Francesca Mozer e il figlio Blue.
Oggi pomeriggio, Zucchero ovviamente sarà vicino al feretro di Luciano Pavarotti, agli imponenti funerali in programma a Modena, dove sfileranno i più grandi cantanti e artisti del mondo. Per Zucchero, una grave perdita, un vuoto incolmabile: si è spezzato un legame, un feeling sincero fra due emiliani, che era cresciuto e che lo aveva coinvolto negli affetti e nei sentimenti.
M.B.