La Lucchini assume, arrivano già le domande

PIOMBINO.La Lucchini assume e i numeri non sono certo trascurabili: 120 giovani operai che quest'autunno entreranno a far parte dei dipendenti dell'acciaieria. Un buon segnale sia per i sindacati che vedono con ottimismo la possibilità di uno sviluppo della fabbrica, sia per i 2.975 disoccupati dei comuni della Val di Cornia.
L'offerta della Lucchini coinvolgerà naturalmente solo una parte di quei disoccupati, quelli di sesso maschile, che sono 883. A indossare la tuta blu in fabbrica sono infatti soprattutto uomini. Oggi dei 2.250 dipendenti dell'acciaieria, solo 70 sono donne, che svolgono per la maggior parte mansioni amministrative. Inoltre solo il 53 per cento dei lavoratori della Lucchini sono residenti in Val di Cornia, mentre gli altri provengono da diverse zone della provincia di Livorno (dove si contano in tutto 27.057 disoccupati, di cui il 44% uomini), e da quella di Grosseto. È lecito dunque pensare che molte domande arriveranno dai residenti di queste aree, oltre che dagli extracomunitari: in Lucchini oggi sono circa 60.
«Tanti piombinesi sono orientati verso il settore impiegatizio - ci raccontano a "Lavoro mio", una delle quattro agenzie interinali di Piombino, dove ogni settimana arrivano circa 50 curriculum - Solo se dopo un lungo periodo non viene fuori niente, allora cominciano a considerare l'idea di fare l'operaio. A fare domanda per i lavori nell'industria sono comunque soprattutto persone che vengono da fuori».
Tuttavia, anche se è presto per fare un bilancio, ieri mattina ai centralini della Lucchini sono arrivate diverse telefonate di chi chiedeva il numero di fax a cui mandare un curriculum, che si andranno ad aggiungere alle 20 domande che già sono sulle scrivanie dell'ufficio del personale.
All'acciaieria si lavora su tre turni (6-14, 14-22 e 22-6) e a volte si lavora anche la domenica e nelle festività, come Natale, Pasqua o il Primo maggio. L'altoforno è sempre acceso, il ciclo è continuo sulle 24 ore. Dall'altro lato della medaglia però c'è un salario di un migliaio di euro netti al mese che può aumentare di un centinaio di euro se a fine apprendistato l'operaio che diventa definitivo ha un diploma di perito tecnico. E soprattutto c'è un posto fisso, che per i giovani è una specie di miraggio.
«In Lucchini il 98 per cento dei contratti è a tempo indeterminato - spiega Germano Pasquinelli, segretario della Fim-Cisl - Un dato in controtendenza rispetto a ciò che avviene nel resto della Toscana. Queste 120 assunzioni permetteranno di rimpiazzare le 80 persone che andranno in pensione e di aumentare i turni nei prossimi quattro mesi. È un segnale che ci rassicura».
Negli ultimi due anni 265 nuovi lavoratori sono entrati alla Lucchini. E adesso i progetti sono grandi: da qui a cinque anni la produzione di acciaio dovrà raggiungere i 3 milioni di tonnellate, contro le due attuali. Per questo bisognerà assumere: i pronostici, per il 2012, parlano di 8-900 nuovi ingressi.
«In un periodo in cui tutti riducono - dice Franco Ragnini, membro della Fiom-Cgil - qui i posti di lavoro aumentano. Per i giovani della zona è un'opportunità».
Altro elemento di novità sono i tutor: operai che metteranno la loro professionalità a disposizione dei nuovi assunti e li affiancheranno nel periodo dell'apprendistato «per insegnare loro la cultura della sicurezza e del lavoro», dice Pasquinelli.
«Grazie alle assunzioni è possibile determinare un aumento dei turni in fabbrica - dice Vincenzo Renda, segretario Uilm - Adesso siamo più tranquilli sul futuro. Per questo però è arrivato il momento di rivedere, sul lato economico, gli accordi sull'inquadramento professionale, che furono firmati circa tre anni fa, in un momento di forte crisi dell'azienda».
Angela Feo