Il tocco alieno di Stefano Ordini

GROSSETO. A vederlo al pianoforte capisci subito che ha un tocco alieno. E la certezza arriva se ascolti "Metafonie volume I" (cd e titolo dell'omonimo concerto): prima e unica opera al mondo che raccoglie suoni e cori dell'aldilà. Voci di morti, di gruppi di anime celestiali femminili e maschili, registrate da un medium professionista attraverso una radio sintonizzata - assicura lui - sulle frequenze dell'aldilà.
Non è una boutade tardo-estiva, ma l'ultima, peculiare avventura di un musicista che della sua arte ha fatto un'esperienza unica e trascendentale, metafisica. Stefano Ordini, grossetano classe '61 (stasera alle 21,15 in concerto al Parco di Pietra di Roselle per Via Cava festival, info 347 7995644, 328 9853587, ingresso 3 euro), è tra i maggiori virtuosi di piano a livello nazionale e internazionale. Autore, compositore e multistrumentista di tutto rispetto, artista "di confine" e senza schemi, con autorevole ed eclettica formazione alle spalle (conservatorio Cherubini di Firenze, diploma in fonologia e musica elettronica con Albert Mayr e Pietro Grossi, studi in informatica musicale al Cnr di Pisa, collaboratore Rai, autore di molte colonne sonore per il cinema), Ordini è l'inventore dell'arte e della musica metafonica, primo e unico ponte al mondo tra suono terreno e fenomeni dell'aldilà.
Guarda caso ama la penombra, al confine tra luce e buio, come - sopra e oltre i confini della musica - viaggiano da sempre le sue composizioni originali. Fuori dagli schemi e in bilico tra generi: classica, elettronica e jazz e molto altro ancora.
«Non sono un pianista - dice Stefano Ordini - non un concertista in senso tradizionale. Non prendo aerei, faccio le date che mi interessano. Non passo ore sullo strumento». E proprio "Metafonie volume I" (a breve uscirà il volume II) raccoglie 10 brani tessuti a partire dalle voci del mondo "altro", ricavate dai "documenti psicofonici" forniti a Ordini da uno dei massimi esperti-medium operanti in questo campo, Marcello Bacci. Quest'ultimo, anch'egli grossetano e discepolo di Jurgenson che ha inventato la psicofonia, ha raccolto per anni registrazioni di cori formati da migliaia di voci celestiali.
Ricevute quelle registrazioni da Bacci, Ordini le ha trasformate in musica. Ha montato le sequenze corali celestiali, quelle voci dei bambini unite in sintassi armonica ed equilibrata.
Sul palco Stefano Ordini (piano, synthesizer, melodica, voce, percussioni) e Piero Bronzi (sax soprano e sax tenore); è milanese la casa discografica che ha prodotto il cd (Map). Che siano davvero voci dell'aldilà (e lo stesso Ordini su questo non si esprime), l'eccellenza del tocco del maestro e il suo rigore compositivo fanno di questo insolito materiale una preziosa e sorprendente sorgente creativa.