«Sogno il debutto e la maglia di Trezeguet»


LIVORNO. «Se un anno fa qualcuno mi avesse detto che avrei vinto il campionato di C1, e sarei approdato in una squadra di serie A, l'avrei preso per pazzo. E invece eccomi qua emozionato come un bambino che realizza il proprio sogno...». Sta tutto in queste parole l'entusiasmo contagioso di Francesco Volpe, l'attaccante napoletano prelevato in estate - via Juve - in comproprietà dal Ravenna.
Ventun anni compiuti a marzo, cresciuto nel Genoa ma svezzato dalla Vecchia Signora, capelli rasati, velocità e dinamismo da vendere. E una piccola fama di portafortuna. Campione d'Italia con la Juventus Primavera, in trionfo al Viareggio due anni fa, promosso in serie B a Ravenna. Lui, da buon partonepeo, dove la cabala e le superstizioni spesso contano più della realtà, ci scherza su.
«E' vero - sorride - non dico di voler vincere il campionato, ma magari spero che il Livorno possa togliersi qualche soddisfazione. In amaranto ho trovato un bell'ambiente, un gruppo sano, con ragazzi eccezionali».
Subito la Juve.E il fato, guarda caso, ha voluto che Volpe iniziasse la sua avventura nella massima serie proprio contro la società che lo ha fatto crescere e avvicinare al calcio che conta. «Di Torino e dei bianconeri ho un ricordo splendido - confida Volpe - due anni indimenticabili con la Primavera, anche se non vissuti proprio in maniera totale per via di un infortunio alla caviglia che mi ha tenuto fermo tre mesi. Eravamo davvero un bel gruppo: con me c'erano Marchisio, Paolucci, De Ceglie, Giovinco e Criscito, tutti ragazzi che si stanno affacciando al grande palcoscenico».
Amici-rivali.L'unico però su cui la Juventus sembra aver scommesso nell'immediato è Domenico Criscito. Sabato a Torino Volpe potrebbe trovarselo di fronte, lui ala destra e il bianconero difensore di centrosinistra. «Criscito lo conosco da sei anni, abbiamo fatto più o meno la stessa trafila. Mi ha chiamato due giorni fa, abbiamo un po' scherzato, ma è in dubbio per via dell'infortunio, come del resto io non so se sarò chiamato in causa dal mister. Male che vada ci scambieremo la maglia, anche se ho già in progetto di chiederla a Trezeguet, il mio idolo. Non so però se si ricorderà di me: nell'esperienza torinese con i "grandi" avevo instaurato un bel rapporto più che altro con Pavel Nedved e i miei conterranei Cannavaro e Ferrara».
Prolifico.Volpe in questo precampionato si è rivelato, fra tutti, l'attaccante che più ha "visto" la porta. Il primo gol nel ritiro di Dimaro è stato suo, ma soprattutto la prestigiosa doppietta di Atene all'Aek, per un totale di sette centri. «Che emozione in Grecia, i primi gol importanti, in un vero stadio con tanto pubblico. Fino ad ora tutto è andato al di là delle più rosee previsioni, da punta sono diventato uomo di fascia ma d'altronde già lo scorso anno a Ravenna avevo ricoperto questo ruolo».

Jimmy Morrone