Rischio aviaria, sequestri in aeroporto

PISA. Attenzione alla carne che mangiate. L'allarme proviene direttamente dall'ufficio dogana dell'aeroporto di Pisa, che anche in periodi lontani dagli allarmi mediatici sorveglia le merci in entrata nel territorio nazionale. Così, dal consuntivo dei primi sei mesi del 2007, si viene a sapere che l'allarme aviaria è tutt'altro che rientrato, nel senso che i controlli proseguono. Eccome, se è vero che sono state decine i chilogrammi di carne sequestrati.
D'altra parte non potrebbe essere altrimenti: la crescita impetuosa dello scalo pisano è dovuto sia all'aumento dei passeggeri che a quello delle merci. I controlli si sono dunque accentuati e i risultati non hanno tardato ad arrivare. Ieri l'ufficio delle dogane, diretto da Domenico Maldera, ha illustrato l'attività svolta nei primi mesi di quest'anno, soffermandosi in particolare sui risultati conseguiti nell'attività di controllo all'evasione delle leggi doganali.
I CAPITALI.L'incremento dell'aeroporto ha determinato la contrazione del numero dei passeggeri. Alle Dogane sottolineano appunto che «l'arrivo delle compagnie low cost ha accresciuto il numero delle persone transitate nello scalo, incremento che si è riflesso sui controlli doganali effettuati sui viaggiatori, con buoni risultati per il contrasto alle violazioni in materia valutaria». Insomma, l'esportazione illecita di capitali ha messo nei guai una ventina di persone che, al momento del controllo, erano in possesso di cifre complessive pari a 510mila euro. Duplice l'approccio della dogana per questo tipo di reato. Il primo consiste nel sequestro e in tal senso sono stati "congelati" 159mila euro. Il secondo è relativo all'applicazione di sanzioni amministrative, pari a 51mila euro.
LE MALATTIE.Siccome lo scalo pisano non ha registrato solo un aumento di passeggeri, ma pure di merci, attenzione particolare è stata dedicata ai cosiddetti "cargo". I dati sono interessanti, nel senso che un'attenzione particolare è stata dedicata a prevenire la diffusione dell'aviaria, una sindrome influenzale particolarmente pericolosa che, alcuni anni fa, provocò un forte allarme sanitario, mediatico e sociale. Ebbene, in questo quadro sono stati sequestrati animali morti e privi di certificazione sanitaria a 97 cittadini cinesi, per un totale di 71,5 chilogrammi di carne. 57,2 di questi, pari all'80 per cento del totale, erano carne di pollo; circa 14 chilogrammi erano invece di anatra. Insomma la guardia resta alta, anche se dell'aviaria non si parla più.
Parimenti sono stati sequestrati 198 chilogrammi di farmaci: erano alcuni cittadini cinesi che stavano cercando d'introdurli illegalmente nel nostro Paese. Con ogni probabilità erano destinati al circuito di cure della medicina cinese, nel nostro Paese praticata in numerosi centri illegali, soprattutto nelle aree dove alto è il tasso d'immigrazione dall'Oriente.
I DOCUMENTI.In questo quadro di controlli a tutto tondo, non potevano mancare quelli sulla regolarità dei traffici commerciali. Controlli eseguiti a posteriori, sulle certificazioni dei dazi per i paesi in via di sviluppo. Ancora a far notizia sono vicende legate in qualche modo alla Cina, poiché gli uomini delle Dogane hanno scoperto l'emissione di certificati falsi attestanti l'origine nel Bangladesh per merci, viceversa, fabbricate in Cina. Un escamotage in piena regola, che avrebbe consentito l'evasione di diritti doganali per oltre 48mila euro. Nei guai, per questo traffico di materiali d'origine alterata, l'amministratore delegato di una ditta lucchese.
IL RESTO.Tre le competenze dell'ufficio delle dogane, figura anche quella di controllare la regolarità delle costruzioni vicine alle linee di confine, che nella nostra zona corrispondono alla costa. Per questo sono stati svolti 114 sopralluoghi, che hanno consentito il controllo di numerosi stabilimenti balneari: 41 irregolarità riscontrate, per un complessivo di sanzioni pari a 101641 euro. Infine, le automobili. Le indagini sono in corso, ma fino a ora è stato accertato un'evasione d'Iva pari a un milione e 351mila euro.