Il progetto del CuoioCap è far crescere i tanti ragazzi arrivati

SANTA CROCE. Un mese fa, presentando i programmi tecnici per la stagione 2007-08, l'allenatore del CuoioCappiano Agostino Iacobelli aveva sorpreso tutti: «Ragazzi, ve lo dico io: quest'anno è andata bene la salvezza, ma l'anno prossimo vogliamo la C1».
I sorrisi dei presenti ne avevano commentato l'uscita, mentre il tecnico campano assicurava di essere serissimo. Nella presentazione ufficiale di mercoledì, non c'è stato alcun accenno alla "promessa".
La dirigenza e Iacobelli hanno sgombrato il campo da dubbi (ammesso ce ne fossero): si prepara una battaglia lunga e difficile. «Non possiamo prendere in giro nessuno - ha detto l'allenatore, confermato, e per la prima volta al lavoro da inizio stagione -. Senza voler nulla togliere a chi è arrivato, abbiamo perso elementi di esperienza e qualità, da Graziani a Collini, da Ceciarini a Banchelli, per finire con Fiuzzi. Voglio essere chiaro: potremmo salvarci come la Sansovino della scorsa stagione, e per noi sarebbe un successo». Se questo non è realismo, fate voi.
«Non lo dico per mancanza di fiducia - continua Iacobelli - tuttavia so per esperienza che coi giovani bisogna aver pazienza. Se anche il loro impatto fosse ottimo, dovremmo comunque stare con gli occhi aperti». A questo punto, il tradizionale richiamo alla prudenza del dg Curzio Squarcini potrebbe essere superfluo. «Non si sa mai - sogghigna Squarcini -. Io per abitudine non faccio volare la fantasia. Ma quest'anno li faranno in pochi. La squadra è costruita con un progetto chiaro e semplice: far crescere i tanti ragazzi».
Reggendosi sull'esperienza dei sei senatori rimasti: Conti, Macelloni, Vettori, Stefani, Lenzini e Granito. Gli under 21 Agnorelli, Caciagli e Michelotti, in organico, devono continuare a crescere.
Ed ecco la passerella dei nuovi: «Sales e Bertini - commenta Iacobelli - sono due difensori fisicamente forti, in grado di giocare sia come centrali che come esterni a destra. Mazzoli l'ho avuto a Pesaro 3 anni fa, sulla corsia mancina è un pendolino capace di difendere e offendere. Bulla è un mediano classico dai sette polmoni, uno alla Agnorelli, se mi è consentito il paragone. Pellecchia è un brevilineo di qualità, che predilige il ruolo di esterno. Cascione è un centrocampista bravo nel costruire, però meno offensivo rispetto a Caciagli e allo stesso Pellecchia».
Il modulo sarà il 4-2-3-1 caro al mister, «ma mi riservo di cambiare. Per me anche un 4-3-1-2, col rombo a centrocampo, è adatto alle caratteristiche dei nostri».
Per il mercato la quarta punta è arrivata: è Francesco Nieto, 22 anni, toscano di Orbetello ma proviene dal Piacenza, che ne detiene il cartellino. In C ha vestito le maglie di Acireale, Lecco e Pro Vasto. Per lui e Girometta devono essere completate alcune formalità. A posto la batteria d'assalto, si punta a un altro difensore, in modo da compensare la partenza di Fiuzzi.
Matteo Tuccini