ROMA. Rasmussen in giallo, molte cadute, tanta cautela da parte dei cosiddetti big. E un Tour che stenta a decollare, e il primo arrivo in salita con limpresa di Rasmussen, ha confermato le titubanze degli addetti ai lavori: «Non è un bel Tour - ammette il ct della nazionale Franco Ballerini -. Mancano tanti corridori, ci sono state tante cadute, tipo quella di Vinokourov».
Ballerini continua: «Poi gli altri big sono alla finestra, non mi sembra proprio una gara di alto livello. Magari nei giorni prossimi esplode, ma finora...».
Lunica nota di rilievo in chiave italiana è Pippo Pozzato. «Ha vinto una bella tappa, sta bene e si vede. E può vincere ancora, perchè la concorrenza è quella che è». Può, il vicentino, rientrare in una ottica mondiale, specie se Di Luca dovesse andare incontro a guai con la Procura del Coni? «Per ora Di Luca ha grande considerazione: in azzurro ci si viene con forti motivazioni, e lui è già stato giudicato come uno dei più adatti al mondiale di Stoccarda. Io spero che non rischi nulla, visto che era già stato prosciolto a suo tempo, e archiviato dalla magistratura ordinaria. Quanto a Pozzato lui è uno di quelli che può fare la differenza. A patto che arrivi motivato. Lui,comunque, è un corridore che un mondiale lo vincerà, prima o poi. Non so quando, ma nella sua carriera una maglia iridata cè - sentenzia Ballerini - E credo che la maglia iridata per lui sarà una grande motivazione».
Tradotto in azzurro: se le cose dovessero andar male per Di Luca, Pozzato diventerebbe la punta numero due (la prima è Bettini) per il mondiale.
Il giorno di riposo sulle Alpi, intanto, il Tour senza padroni si lecca le ferite. Se da un lato cè Valverde che si dichiara ottimista, Vinokourov tenta di recuperare. OGrady è caduto e ha riportato fratture vertebrali che lo terranno parecchio lontano dalle corse. Migliorano le condizioni dello spettatore investito in discesa dal tedesco Sinkewitz, uscito dal coma. Per il corridore della T-Mobile, (frattura del naso e ferite varie), Tour finito. Oggi si riparte con la nona tappa, Val dIsere-Briancon (159,5 km), con tre salite mitiche: Iseran, Telegraphe e Galibier.