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Niger, altri stranieri rapiti dai guerriglieri del Delta

 ROMA. Ennesimo rapimento di lavoratori stranieri nella tormentata regione del Delta del Niger - sud della Nigeria - ma stavolta non sono coinvolti italiani. Anche se è ancora incerto sia il numero che la nazionalità - la Reuters parla di due libanesi - dei rapiti l’altra notte. L’Unità di Crisi della Farnesina ha escluso il coinvolgimento di connazionali. Tanto più che l’ azienda per la quale lavorano i rapiti - la Stabilini, che stava costruendo un ospedale nell’ area - non è più italiana, come era stato battuto dalle agenzie internazionali, essendo stata ceduta a società locali. Non ci sono ancora conferme ufficiali da parte diplomatica della scomparsa di cittadini stranieri nella regione, ma i sequestrati sembrano essere stati portati nella foresta a bordo di imbarcazioni veloci. Poco dopo il sequestro, il portavoce delle forze di sicurezza dell’area, Omale Ochagwuba, ha assicurato che i soldati stanno inseguendo i rapitori nel Delta. Il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (Mend) - principale autore dei rapimenti nell’area ai danni dei dipendenti dei giganti petroliferi che operano nella regione - stavolta si è subito chiamato fuori dal rapimento. In una mail inviata all’ANSA, il portavoce Jomo Gbomo ha ricordato la «tregua» di un mese annunciata dal movimento, negando quindi un coinvolgimento della sua organizzazione nel sequestro, opera a suo dire di «criminali». La tregua nella campagna dei rapimenti del Mend era stata annunciata dallo stesso gruppo armato due settimane fa, subito dopo la liberazione di sei tecnici occidentali (tra i quali quattro italiani) che erano stati sequestrati un mese prima.