Quell'uomo sospettato di voler far uccidere il Duce

PONTEDERA.Rimane avvolta in un'aura romanzesca la vicenda di Giuseppe Polidori, pontederese, nato il 27 marzo 1893, emigrato a Londra per cercare fortuna, che si trovò coinvolto, nel 1931, in una vicenda giudiziaria innescata con l'arresto di Michele Schirru, anarchico sardo finito in manette nel 1930 con l'accusa di avere un piano per uccidere Mussolini.
Su Schirru, un insegnante salernitano già autore di saggi storici - il 54enne Giuseppe Galzerano - ha scritto un libro di 1.136 pagine, illustrato, presentato a Roma alla Casa della Memoria, che si intitola «Michele Schirru - vita, viaggi, arresto, carcere, processo e morte dell'anarchico italo americano fucilato per "l'intenzione" di uccidere Mussolini».
Galzerano ha impiegato due anni per fare ricerche sulla figura dell'anarchico sardo emigrato a New York e arrestato a Roma il 3 febbraio 1931, durante un soggiorno in Italia. Dagli archivi, tra i tomi, i documenti e le fotografie dell'epoca che lo riguardavano sono saltati fuori i legami con Giuseppe Polidori, mai provati in realtà, ma che nella primavera del '31 fecero vivere un incubo al pontederese.
Il nome di Polidori venne fatto da Schirru durante un processo, quando gli fu chiesto conto della provenienza di due assegni da duemila lire ciascuno a lui intestati. Schirru disse che gli erano arrivati da un tale Giuseppe Polidori, che glieli aveva però soltanto affidati. Dall'Italia le indagini rimbalzarono nella capitale inglese. La polizia si mise sulle tracce di Polidori e lo scovò. Lui, per parte sua, viveva un'esistenza tranquilla. Era arrivato a Londra per fare il rappresentante di marmi, ma aveva lavorato anche in un albergo; condivideva la sua casa con la compagna Maria Luisa. Si ritrovò di colpo sotto stretta sorveglianza delle forze dell'ordine e la notizia di un suo presunto legame con gli anarchici, di cui si accusava essere un sostenitore e foraggiatore di denaro, fu pubblicata dai quotidiani inglesi. E lui, che continuava a sostenere di non avere nulla a che fare con gli anarchici e tantomeno con Schirru, di non conoscerlo nemmeno, arrivò fino a scrivere una lettera al Daily Telegraph, che fu pubblicata.
E' dello stesso periodo anche una lettera di Polidori ai genitori (datata 2 giugno 1931) in cui racconta con amarezza che «qui stanno facendo un gran cancan su di me» e affermava ulteriormente la sua estraneità a tutti i fatti.
Morì poco dopo, il 15 agosto del 1931, a 38 anni appena. La stampa anarchica scrisse elogi per lui. Schirru fu fucilato.
Una storia nella storia, che ha colpito lo stesso autore del libro. Tanto da arrivare ad appellarsi al governo italiano affinché restituisca ai discendenti di Schirru e Polidori il corrispettivo attuale di quegli assegni.
I pronipoti di Schirru, Galzerano li ha trovati, vivono in America. Di Polidori no, li sta cercando.
Barbara Antoni