Grifone insaziabile, sua anche la Supercoppa

GROSSETO. Il Grosseto si regala un'altra notte magica. Al termine di 90' vibranti ed agonisticamente validi, decisa da un missile di Francesco Zizzari alla mezzora della ripresa, la formazione di mister Cuccureddu ha completato il trionfo iniziato con la promozione in serie B, conquistando la Supercoppa di serie C a spese di un Ravenna intimorito da una squadra, quella biancorossa, intenzionata a ripagare con una vittoria l'entusiasmo degli sportivi che hanno riempito lo stadio Zecchini.
E' stata però soprattutto una grande festa, una festa che i giocatori maremmani hanno voluto regalare ai tifosi, accorsi in numero massiccio (quattromila, forse qualcosa di più) a ringraziare presidente, allenatori e biancorossi delle grandi emozioni fatte vivere in queste ultime settimane.
Messi in campo da mister Cuccureddu con un inedito 4-5-1, che all'occorrenza è diventato un 4-3-3 con Gessa e Carboni che spesso hanno affiancato Zizzari. Il Grifone ha fatto la partita, cercando con insistenza la via della rete, lasciando pochissimi spazi al Ravenna, che ha messo in mostra solo Volpe, scuola Juve.
Prima del fischio d'inizio per il presidente Piero Camilli è arrivato un premio dalla sezione «Umberto Ciabatti» dei Veterani Sportivi, consegnato da Mario Carobbi, Aurelio Cinelli e Piero Armellini.
Dopo l'ingresso delle squadre, salutato da una dozzina di splendide cheerleaders, la squadra al gran completo (squalificati e infortunati compresi) ha posato per la foto ricordo, con i capelli colorati di rosso o di blu. Ma dopo il via di Tozzi, la squadra è tornata concentrata ed ha cominciato a regalare giocate spettacolari, con il professore Consonni in cattedra. Sono bastati tre minuti per vedere il primo tiro, di Catinali, fino di poco a lato. Al quarto d'ora un delizioso cross di Garofalo trovava la testa del mobilissimo Zizzari, ma Capecchi fermava senza problemi. Dopo una punizione fuori di Pizzolla al 16', il Grosseto al 22' confezionava un'azione spettacolare: tocco di esterno di Garofalo per Carboni, fuga sulla sinistra e preciso cross per Gessa che viene anticipato. Al 31' e al 35' si vede Bianchi che prima chiama al lavoro il portiere giallorosso con un tiro cross e poi calcia fuori su punizioner. L'azione del Grosseto è arrembante, ma senza gol. Al 44' Garofalo pescava la testa di Zizzari, con palla alta.
Nella ripresa, dopo un gran tocco di Consonni per Gessa, il Grosseto si rifaceva vivo nell'area avversaria con un missile di Carboni finito a lato. Al 10' un brivido correva sulla schiena dei tifosi. Succi, servito da Cherubini, stoppa e tirava a colpo sicuro: la palla faceva la barba alla traversa. Il Ravenna insisteva e per alcuni minuti costringeva i biancorossi ad arretrare il baricentro. Al 22' però si rivedeva il Grifone con un diagonale di Salvatore Carboni Carboni. Il pubblico sentiva vicino il trionfo, la squadra si riversava in avanti alla ricerca del gol. Al 26' Consonni veniva buttato giù in area ma l'arbitro faceva proseguire.
Il gol era nell'aria ed arrivava tre minuti dopo: Francesco Zizzari faceva partire una sciabolata che veniva sfiorata da Fasano e dal portiere Capecchi. Lo Zecchini diventava un catino infernale, pronto ad esplodere quando capitan Di Meglio alzava al cielo la prima coppa nella storia dell'Us Grosseto. Il Ravenna provava a rovinare la festa con un tiro di Volpe, deviato da Pinna, ma il Grosseto non si arrendeva e tornava in avanti, inserendo Sorrentino al posto di Acciai. Capitan Di Meglio sfiorava il raddoppio con una punizione maligna, su cui Capecchi metteva i pugni. Al 48' Cuccureddu richiamava in panchina il match winner Zizzari per la standing ovation finale. Al suo posto un esordiente, il diciassette Leonardo Longo, uno dei giovani lanciati dalla Berretti. I cinque minuti di recupero sembravano interminabili, ma alla fine la gioia dello Zecchini poteva esplodere.
Gli Insaziabili andavano a ritirare, dalle mani del vicepresidente della Lega Salvatore Lombardo, la Supercoppa, una sorta di scudetto di serie C, che lascia presagire tante altre belle per l'anno che verrà.
Maurizio Caldarelli